Raccontare l'arte, Racconti

Moïse, amico di ringhiera

Moïse! Amico! Eroe! Un brindisi alle notti brave, un brindisi all’amicizia, quella vera! Un brindisi: innalziamo i calici e beviamo. Oh vino, nettare degli dei, compagno di mille avventure notturne, amico degli uomini e delle donne solitarie. Soli Moïse, siamo tutti soli a questo mondo ma a volte Dio ci grazia e ci mette sul […]

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Sembra che non possa farti mia

Sono entrato nel bar con arroganza. Volevo che tutti mi notassero nell’abito appena ritirato dal sarto, che cadeva perfetto sul mio corpo prestante, e la mia sicurezza. Mi sono diretto al bancone e, apostrofando il bartender come se mi conoscesse da una vita, ho chiesto lo scotch più caro che avesse e l’ho bevuto in […]

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Raccontare l’arte: La scapigliatura milanese #1

L’attrazione, Tranquillo Cremona Quante volte il padre della signorina Alessandra Sulcis aveva ripetuto alla figlia la sua unica lezione. Lei, tra l’altro, non era nemmeno una figlia disobbediente, anzi, tutt’altro. Era una ragazza obbediente e timorata del padre. Eppure, ci cascò, in quel terribile inganno della vita che è l’amore. “Dovrete ancora attendere, signorina” “Ancora […]

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Raccontare l’arte: “Con la rosa tra le labbra” di Ettore Tito

Amalia gli aveva promesso che si sarebbero incontrati sul retro della chiesa, poco lontano da quella locanda dove si erano conosciuti, vicino ad un grande cespuglio di rose gialle. “Alle nove”, aveva sussurrato in fretta sistemandosi una ciocca di capelli corvini dietro l’orecchio, guardandosi attorno, “e porta la bambina con te, non farmi aspettare”. Prima […]

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Raccontare l’arte: “Convegno” di Ettore Tito

Andrietta aspettava. Elegante e impeccabile nonstante la calda giornata. Come ogni Giovedì sera si era fatta sellare il cavallo ed era uscita per le tenute della sua famiglia. Quasi tramontava. Temeva che chi stava attendendo non si sarebbe presentato. Forse un impegno che si era protratto troppo a lungo? Sapeva che la famiglia di lui […]

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Raccontare l’arte: Magritte “Le thérapeute”

Mi dicevano che vivevo d’espedienti, che ero un fannullone. Io che di notte camminavo per sentieri di ciottoli e terra, con il mio bastone che mi sorreggeva durante le folate di vento d’inverno. Nella mano destra un macigno, il peso degli anni che mi portavo addosso e che non volevo più indossare. D’improvviso tutto finì […]

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