Due parole, tra le righe

Una rubrica in viaggio tra letterature e case editrici da scoprire.

Osservando il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia del 2018 da parte dell’AIE (Associazione Italiana Editori) non può che saltare all’occhio un dato: le case editrici attive nel nostro paese sono 4.902, con ben 755 nuove case nate solo nello scorso anno. A far da corollario è il dato delle pubblicazioni: nel 2017 il numero di libri pubblicati è di 72.059, e-book esclusi. Certo, a questi numeri debordanti fa da contraltare quello zoppicante sui lettori, tanto da chiedersi se l’esorbitante dato sui libri dati in pasto alle macchine da stampa dia un reale valore della bontà del mercato e di chi ne fruisce. 

È indubbio che gran parte di questo calderone di libri rimanga a galla per qualche settimana sullo scaffale di una libreria per poi scomparire dai radar, se non per ripresentarsi poco più in là come carta da macero. Ora, una generalizzazione potrebbe portare al facile ragionamento aumento della quantità = diminuzione della qualità. Più libri si stampano, più si assottiglia la soglia di lettori per libro,  più il valore si erode, in favore di una bulimia editoriale che premia il numero e occlude gli spazi. Il problema, in realtà, è un altro: in questo mare magnum di pubblicazioni, il rischio reale è per quelle piccole e medie  case editrici che, pur proponendo pubblicazioni di qualità, finiscono per soccombere sia allo strapotere dei colossi editoriali, che al soffocamento numerico dei titoli che circolano. Se il battage pubblicitario è a uso esclusivo dei pezzi da novanta, una delle vie possibili per le piccole realtà è quella di contare sulla valorizzazione della qualità, da parte di librerie indipendenti o di un passaparola benefico, che premia infine il lettore.

Qualche mese fa ho cominciato a occuparmi su questo sito di una rubrica, che meritava forse due parole di presentazione. Rimedio ora, per tracciare un filo conduttore anche per chi legge. “Tra le righe” è una rubrica che si vuole occupare di piccole e medie realtà nel mondo dell’editoria, cercando di scovare nell’oceano di pubblicazioni piccole perle, silenziose sul fondo, che meritano di emergere. In quest’ottica di scoperta, i libri emersi finora hanno offerto letterature “altre” (dove per altre intendo meno frequentate): Algeria (Lo specchio vuoto di Samir Toumi), Armenia (E dal cielo caddero tre mele di Nadine Abgarjan) e, nel prossimo articolo, Turchia. Una linea che verrà portata avanti, con una particolare attenzione alle realtà meno in vista: per un’editoria e una letteratura “tra le righe”, tutta da scoprire.

Il prossimo appuntamento con “Labirinto” di Burhan Sönmez.

Francesco Fiero

Quello che (ci) pensa. Classe 1989, nasce a Milano. Diviso tra cinema e letteratura, per non sbagliare si laurea in Filosofia. Ama passeggiare, specie se una libreria è nelle vicinanze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...