Zaffiro bianco nel Naviglio

Sul Naviglio della Martesana, a qualsiasi ora del giorno, risuona una lamentela triste e
soffocata. È la signora dai capelli argentati, quella per cui le madri afferrano subito la mano
dei loro figli per non farli avvicinare a lei, quella per cui i padroni dei cani li strattonano via
mentre gli animali festosi la approcciano scodinzolando.
Anche nel caldo estivo la signora indossa sempre una giacca scura e dritta, ha le borse
sotto agli occhi e il viso sempre macchiato. Con i suoi occhi luccicanti scruta l’acqua putrida
che scorre nel Naviglio, da via Melchiorre Gioia fino a Crescenzago. Spesso si piega e controlla
sotto le panchine, dietro agli alberi, alza i sassi più grossi e li sposta.
Io la vedo ogni giorno, la signora dai capelli argentati. Sono tante le voci che girano su di
lei. C’è chi dice che abbia ucciso il marito, qualcuno racconta che abbia abbandonato il figlio
nel cassonetto della spazzatura, altri sostengono che sia una ladra scaltra e che nasconda i
suoi tesori lungo il Naviglio.
Una sera tornavo a casa e ho visto la signora dai capelli argentati sotto al ponte del
Naviglio. Passando di fianco a lei ho notato che scavava con le mani un buco nel muro mentre
si borbottava a bassa voce.
Mi sono fermata e le ho chiesto se stesse cercando qualcosa. Lei ha smesso di scavare e mi
ha guardata.
– L’anello -, mi ha detto, per poi rigirarsi a cercare. – Cerco l’anello con lo zaffiro bianco.
Le ho chiesto che anello fosse. Intanto le voci che la signora fosse una ladra mi ronzavano
per la testa.
– È il mio anello di fidanzamento.
Stupita, le ho chiesto perché avrebbe dovuto cercare l’anello nel muro di un ponte.
– Altrimenti non torna -, mi ha risposto la signora.
– Chi?
– Mio marito -, mi ha detto senza smettere di cercare. – Mio marito lo ha nascosto qua,
lungo il Naviglio. Ha detto che tornerà quando avrò trovato l’anello.
Così ho guardato la signora dai capelli argentati cercare l’anello quella sera, poi il giorno
dopo e i mesi successivi ancora. Con quella cantilena ha continuato a scavare nell’erba e
guardare i detriti che scorrono nell’acqua, sperando di vedere un brillante galleggiare.
Ogni volta che la vedo mi viene un nodo alla gola, pensando che sono otto anni che la
signora dai capelli argentati vaga sul Naviglio in attesa del ritorno di suo marito.

Racconto di Giada Franco
Illustrazione di Martina Auddino

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