Plastic Economy

La Replasticying era una start-up nata dalla creatività imprenditoriale di un giovane studente di Harvard, deluso dalla scarsa attenzione del suo ateneo alla problematica dello smaltimento della plastica. Aveva iniziato separando le bottigliette di bibite dal resto dell’immondizia nei cestini dei corridoi del campus e ora, la Replasticying, era un’azienda leader nel campo della sostenibilità e lui era visto come il salvatore dell’ambiente. Per questo motivo Esdra ha-Lewi, quando non era impegnato a gestire il suo complesso meccanismo di raccolta e riciclo della plastica su scala mondiale, era invitato a conferenze e convegni in ogni angolo del mondo.

Ogni volta però, prima di parlare, era molto nervoso. Eppure, nell vita aveva raggiunto importanti traguardi: due vittorie consecutive alla coppa del mondo degli scacchi under-18; premio come miglior studente di Harvard dell’anno accademico 2006/2007; matrimonio con una top model; un’azienda dal fatturato di 86 miliardi di euro e oltre 200.000 dipendenti. Pressioni e sforzi che in confronto parlare in pubblico era una bazzecola.

Esdra era sì un vincente. Uno di quelli da odiare, se non fosse stato così carismatico e affascinante. Eppure, contrariamente ad ogni aspettativa, ogni volta che doveva parlare in pubblico si ritrovava agitato, come se qualcuno potesse, d’improvviso, distruggere il suo mondo e la sua immagine.

“Buongiorno signore e signori! È davvero un onore e un piacere per me essere invitato qui a TED…”

Fin dalla scuola media Esdra si era distinto: sfoggiava lunghi ricci biondi, mentre tutti portavano alti e dritti ciuffi; al posto di parlare di seghe nelle spogliatoio prima dell’ora di ginnastica, ascoltava cantautori di sinistra e si interessava alle cause sociali più disparate. Al liceo era un vero e proprio attivista, fascinoso e distinto dal branco di giocatori di football. Il più bello del liceo, inarrivabile persino per la ragazza più avventata. Non era spocchia verso i suoi coetanei, era proprio lui che era incapace di essere un ragazzo normale. Quando tutti pensavano al ballo di fine anno, lui cercava il modo di partire come fotografo di guerra in Iraq. All’università, la consacrazione. Un turbinio di collettivi, manifestazioni ed editoriali. E fu proprio durante gli anni universitari che si concretizzò il suo successo. Ma  la paura di parlare in pubblico non lo abbandonò mai.

“Vedete, al college avevo un compagno di stanza veramente pigro. Era impossibile fargli fare qualcosa oltre all’approssimativo minimo essenziale necessario alla sopravvivenza di un essere umano. Figuriamoci toccare la sua coscienza sociale! A me già da allora stava molto a cuore l’ ambiente, e nel mio piccolo cercavo di dare il massimo per causare meno danni possibili al nostro Pianeta. Ovviamente, con una persona così neghittosa erano scontri tutti i giorni. Ah! Quante volte abbiamo litigato circa l’immondizia. Janis! La plastica va buttata a parte! Dobbiamo riciclarla, hai idea di quanto ci vuole affinché si decomponga se abbandonata a se stessa? È un danno enorme per l’ambiente! Le sue risposte andavano da una grattata di chiappa ad un non rompermi il cazzo Esdra. Ma io da buon samaritano continuavo ad insistere. Sarebbe stato un fallimento mollare, oltre che una pugnalata alla Terra lasciare scorrazzare impunito un individuo come Janis. E quindi tutti i giorni separavo le bottiglie di shampoo dai cartoni della pizza, gli facevo vedere video, lasciavo volantini, e mi lanciavo in filippiche. Niente. Niente. Niente. Ora non era più una questione ambientale o sociale, era personale. Ed è qua che vi voglio, e mi rivolgo soprattutto ai giovani in platea, mai arrendersi. Prima o poi arriva il giorno in cui tutto cambia. Cambiano anche i peggiori, anche uno come Janis. Eravamo in piena sessione, non uscivamo dalla stanza nemmeno per mangiare, ordinavamo pizza praticamente tutti i giorni, ma una sera, me la ricordo ancora, qualcosa accadde, Janis fece una cosa che … ”

“Senti Esdra, invidio il tuo entusiasmo, e ti ringrazio. Ma non me ne fotte un cazzo che i cartoni non vadano con i rifiuti di plastica. Sicuramente salverai il mondo un giorno o l’altro. Ma, davvero, devi lasciarmi in pace! Oggi ho litigato con Tara e non ho voglia di sorbirmi pure le tue tirate da ambientalista stracciacazzi. Fai tutte le tue cose green-carine-che-mi-fanno-sentire-migliore-degli-altri e prenditi pure dalla mensola il resto delle pizze per il disturbo.”

“… ed è così che nacque l’idea di Replasticying.”

Evidentemente il pubblico non percepì il nervosismo di Esdra ha-Lewi, perché la chiusura del suo discorso fu accolta da una cascata scrosciante di applausi e ululati. Il guru della green-economy tirò un sospiro di sollievo, ma non si rilassò del tutto. Si trovava in una sorta di limbo: appagato dal successo, galvanizzato dagli applausi, ma al tempo stesso si sentiva teso e imprigionato. L’entusiasmo del pubblico gli impediva di lasciare il palco. Cosa che lo faceva sentire come davanti ad un’inquisizione. Cercava di dissimulare la sua ansia sociale. Una mano tesa salutava il pubblico, l’altra nella tasca. I modelli maschili vengono sempre fotografati con una mano in tasca. Gli uomini di potere e successo tengono spesso una mano in tasca. Esdra ha-Lewi semplicemente non riusciva a lasciare la presa dal suo cellulare. Lo sentì vibrare.

Da: Sustainable Food Inc.

A: Esdra ha-Lewi

Data: 17/02/2019

Oggetto: Chiusura contratto

Gentile Esdra ha-Lewi,

Siamo lieti di aver firmato questo contratto di fornitura con la Sua società e lieti che la Replasticying sia entrata nel mondo della produzione alimentare al fianco della Sustainable Food. Abbiamo già avviato la produzione e come primo prodotto lanceremo i cracker preparati con il risultato della Sua produzione.

Sappiamo che ha dovuto delegare la firma del contratto al suo legale poiché ha dovuto presenziare ad un’importante conferenza. Pertanto tutto il CdA della Sustainable Food spera vivamente di vederla al party di questa sera.

Cordiali Saluti

Illustrazione di Matteo Sassaroli

Annunci
Andrea Predieri

Andrea Predieri: quello che ascolta. Musica, chiacchiere, ma raramente se stesso. Anagraficamente classe 1993, nel cuore 1850. Studia giurisprudenza ed è un curioso patologico. Questo lo porta a vivere in un susseguirsi di sogni in cambiamento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...