Il giocoliere di Nostra Signora

Prendete una leggenda medievale, un illustratore dal tratto semplice, ma estremamente caratteristico ed evocativo e metteteli insieme. Ciò che otterrete sarà un piccolo capolavoro, in grado di commuovere e coinvolgere come raramente accade.

Cantalberto è un giocoliere, di quelli che colorano le strade con le loro palline, e le acrobazie incredibili, e portano gioia e meraviglia a grandi e piccini. Ma Cantalberto è un buono a nulla. Nessuno si ferma a guardarlo, nessuno lo nota nonostante i numeri sempre più rocamboleschi. Il giocoliere è triste, vorrebbe cambiare il mondo con la sua arte, e vorrebbe anche degli amici con cui condividere tempo e lavoro. Entra quindi in un convento e si fa prete. Ed ecco che arriva il Natale, e tutti si mettono al lavoro per onorare Maria con un regalo speciale, ma Cantalberto non sa scolpire, né comporre, né cucinare. Cantalberto è solo un giocoliere…

Raramente capita di imbattersi in lavori in grado di coniugare senza sforzo apparente la più assoluta leggerezza e una densità di contenuti indimenticabile: Il giocoliere di Nostra Signora lo fa con una grazia destinata a rimanere impressa a lungo nell’animo di chi legge. I disegni di R. O. Blechman sono estremamente semplici, ma recano con sé un messaggio ben più forte di quanto sarebbe possibile con uno stile più ricco e particolareggiato. È come se le poche figure nel mezzo della pagina bianca e le rare scritte spalancassero le porte della storia e ci trascinassero dentro.

Questo fumetto, pubblicato nel 1952 ben prima che il termine “graphic novel” venisse coniato,  è un inno al Natale e alla semplicità della passione e della dedizione: applicarsi per fare ciò che si ama e non lasciarsi abbattere quando la via non è priva di ostacoli è la base della felicità. E si chiude il libro profondamente commossi e con l’animo più leggero, ricordandosi anche che non sempre ciò che si considera “inutile” è tale, che ci sono vite, fallimenti, tentativi e storie dietro a ogni cosa.

Con ogni disegno Cantalberto diventa un po’ il lettore, che si ritrova con il giocoliere ad essere impegnato, speranzoso, triste, solo, di nuovo speranzoso; a ripercorrere insieme a lui quelli che sono sentimenti inevitabili nel corso della vita, che tutti feriscono e che tutti riguardano. E il finale reca con sé un messaggio di tranquilla speranza, un memento che la gentilezza e l’amore possono davvero tanto, e non c’è bisogno di essere perfetti o infallibili per essere felici.

Un classico di Natale, come recita il sottotitolo dell’opera, e un classico in generale. Per chi Crede, per chi non Crede, per gli appassionati di fumetti e graphic novels, per chi legge romanzi. Insomma, un libro davvero per tutti.

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Claudia Campana

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