Sprofondo Natal

Chi l’avrebbe mai detto che un pranzo di Natale potesse farmi sprofondare negli abissi dell’abbiocco?
Zia Marina racconta di quella volta in cui Mike Bongiorno le ha chiesto l’ora al Lido di Camaiore. La solita vecchia storia, che di anno in anno aumenta di particolari. Quest’anno Mike Bongiorno le ha proposto di fare un provino, ma poi mio zio Guido si è rifiutato, perché geloso.

Ah le famiglie! Che cosa meravigliosa. Soprattutto le piccole mani di mia nonna che con tanta dedizione hanno passato tutto il giorno a impastare. Che momento fantastico e al contempo che momento così stereotipato. La tipica famiglia italiana: genitori, nonni, fratelli, cugini e zii. Tutti insieme alla stessa tavola a mangiare come dannati, a bere e a ridere. E ovviamente a fare un casino, come pazzi. E poi c’è il momento del divano, momento tanto desiderato da ognuno. Sta per arrivare il caffè, ma non posso resistere alla tentazione del morbido divano di mia nonna. Mi alzo, mio padre mi guarda con sguardo di solidarietà e comprensione, e mi sdraio. Chiudo gli occhi. Sprofondo. Cado nei cuscini in piuma d’oca. Odore di casa. Sono al sicuro. Al caldo. Mi sento un po’ come un’Alice nel Paese delle Meraviglie. Sento le voci dei miei parenti in sottofondo, ma ormai sono lontane. Sto per addormentarmi. Non farò in tempo a bere il caffè.

Non riesco ad aprire gli occhi, mi pare di continuare a sprofondare, non ho nulla a cui attaccarmi se non i miei capelli. Sento la musica di Frank Sinatra. Ma non vedo nulla. Dove sono? Mi aggrappo ai miei capelli, lunghissimi. Non credevo che quella seconda porzione di pasta al forno potesse avere effetti allucinogeni. Ma… se fosse stata l’insalata con i funghi? Quelli che è andato a raccogliere zio Guido. In effetti non è proprio un esperto. Che siano stati loro? Adesso si che mi sento proprio Alice nel Paese delle Meraviglie. Solo che non è ancora arrivato il Bianconiglio. Cosa devo fare? Continuerò a sprofondare. Con Frank Sinatra in sottofondo. Sembra di essere in una sala d’attesa.

“Alice?”

“Sì, sono io…”

“Sveglia Alice!”

“Sveglia!”

Apro un occhio. Apro l’altro.

“Buon Natale!”

I miei cugini, giovani, innocenti e impertinenti, mi svegliano a suon di trombette. Si buttano sopra di me. Mi abbracciano.

“Buon Natale!” rispondo, e chiudo gli occhi di nuovo. Ritorno nel tunnel di Alice. Mi aggrappo ai miei capelli. Frank continua con la sua playlist natalizia. Forse incontrerò il Bianconiglio. Potrebbe essere un viaggio bellissimo. Per ora è pasta al forno.

 

Illustrazione di Rebecca Breda

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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