Si fa così, per cominciare il gioco: “Incipit. 2001 modi per iniziare un romanzo”

In un mondo editoriale sempre più affollato, il “chi ben comincia” è diventato molto importante. Se i lettori spesso si affidano alla lettura delle prime righe di un’opera per capire se procedere o meno con l’acquisto, l’incipit giusto, coinvolgente, stuzzicante è diventato imprescindibile. Alcuni inizi sono così famosi da essere diventati quasi modi di dire. La celebre verità universalmente riconosciuta di Orgoglio e pregiudizio non è un mistero per nessuno; che tutte le famiglie infelici siano infelici a modo loro non è più messo in discussione.
Complice anche la fame cronica di aforismi, citazioni e piccoli bocconi di letteratura, Incipit. 2001 modi per iniziare un romanzo di Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi e Antonio Stella (edito da Skira e già pubblicato in prima versione nel 1993), viene incontro alle necessità dei consumatori di libri.
All’introduzione di Umberto Eco, segue un’anteprima che ripercorre in breve la storia degli incipit. Da invocazioni alle Muse e captatio benevolentiae del lettore/patrono, si sono trasformati in un duplice strumento: esca golosa per il lettore e superamento del muro della pagina bianca per lo scrittore. Il volume si compone quindi di una raccolta di incipit, divisi per categorie.

Quelli che, ordinati, partono dal principio della storia come:

In principio Dio creò il cielo e la terra.
Genesi 1,1

Gli incipit anagrafici come l’immortale:

Chiamatemi Ismaele!
Moby Dick di Hermann Melville

Quelli che anticipano delitti:

Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5:30 del mattino per andare ad aspettare il bastimento con cui arrivava il vescovo.
Cronaca di una morte annunciata di Gabriel García Márquez

Dalla morte al sentimento, dalle condizioni sociali alla pazzia, si trovano inizi per tutti i gusti. Per concludersi con il capitolo Fahrenheit 451 ovvero quegli incipit che avrebbero meritato il rogo. Attenzione però: un brutto incipit non vuole necessariamente dire brutto romanzo. Alcune storie iniziano male e si rivelano poi dei capolavori, come nel caso de I Guermantes di Marcel Proust. E viceversa: ottimi incipit sono uno specchietto per allodole per romanzi poco pregevoli.
Questo volume può rivolgersi a lettori bulimici, curiosi, professionisti del settore, scrittori, persone senza connessione internet: e a ciascuno di queste categorie parlerà in maniera diversa. Per i lettori bulimici sarà fonte di inesauribile ispirazione per l’acquisto di nuovi volumi. I curiosi troveranno una banca dati di informazioni letterarie per organizzare partite infinite di Trivial Pursuit. I professionisti e gli studiosi, anche se questo volume non è un testo di narratologia dura e pura, potranno analizzare le infinite varianti sul tema incipit e valutare ciò che funziona e cosa no. Gli scrittori in fase di blocco potranno attingere alla fonte di chi ha superato lo scoglio della prima riga. Chi è senza connessione internet potrà cercare, in un momento di amnesia, come inizia Canto di Natale.
E tutti, per un motivo o per l’altro, scopriranno da dove viene il famoso inizio “Era una notte buia e tempestosa” usato da uno degli scrittori più acclamati di tutti i tempi: Snoopy, il bracchetto delle strisce di Charles Schulz.

 

Recensione di Giulia Pretta

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