Il lungo sguardo di Idris Mack

Idris Mack aveva lavorato per quasi cinquant’anni a bordo del Dead Gull, un piccolo peschereccio che tutti i giorni salpava dal porto scozzese di Thurso, diretto nel bel mezzo del gelido Mare del Nord. Quando era appena un ragazzino, era partito come mozzo, pulendo il pesce appena pescato e lavando il ponte dalle interiora a fine giornata; ben presto, tuttavia, le sue innegabili capacità – riusciva, per esempio, a essere amico di tutti, pur mantenendo il pugno di ferro quando si trattava di lavoro – gli valsero man mano una piccola carriera su quell’umile bagnarola, fino a diventare il secondo del Dead Gull. Idris Mack mantenne questa posizione per la bellezza di quarantatré anni: il secondo più longevo di tutta la storia dell’industria ittica di Thurso e dintorni, il che gli donava un ascendente particolare sugli uomini e l’indiscusso rispetto della comunità. Ciononostante non aveva mai voluto farsi eleggere capitano e nessuno si era mai spiegato il perché: questa fu forse l’unica ombra su una personalità per il resto limpida e trasparente come quella del buon vecchio Idris Mack.

Il mare è un elemento infido, che annualmente esige un certo tributo di vite – un capriccioso pegno – a quelle comunità già precarie. Consapevoli di ciò, i marinai tendono a sviluppare col tempo una tacita serie di rituali: gesti per lo più banali, come levarsi il cappello quando si salpa o versare il primo sorso di birra in mare, ma che ricordano loro ogni giorno la fortuna di essere ancora qui. Ebbene, Idris Mack aveva l’abitudine di chiudere gli occhi e ruminare fra sé e sé un semplice grazie, quando diventavano distinguibili a distanza le tende rosse del mercato di Thurso. Non ci fu giorno che Idris Mack non svolgesse il suo rituale, tanto da meritarsi, prima dall’equipaggio e poi da tutto il paese, il soprannome di edrych hyd, che in gaelico significa “lungo sguardo”.

Quando ormai il fisico non gli consentì più i ritmi sfiancanti del peschereccio, Idris Mack non aspettò di essere accompagnato alla porta dai compagni o, peggio ancora, dal nuovo capitano. Semplicemente, un giorno annunciò il suo ritiro alla fine di quella stessa giornata. Il paese si unì in una grande festa quella sera, e vennero addirittura marinai dai porti vicini a festeggiare lo stimato collega.
Idris Mack affrontò la pensione con la stessa marinaresca imperturbabilità con la quale per cinquant’anni aveva affrontato tempeste e marosi, senza diventare un cliente fin troppo abituale del pub, un luogo che, ahimé, spesso si prendeva alcune delle anime che al mare erano sfuggite.
Si racconta ancora a Thurso che, fino al giorno prima della sua morte, Idris Mack fu visto aggirarsi con lentezza per le tende rosse del mercato. Per tutti gli anni che visse oltre, giurano le persone a lui più vicine, mantenne l’abitudine di farsi trovare lì quando il sole cominciava a calare e le barche rientravano. Lo si poteva vedere in piedi, con lo sguardo rivolto verso il mare e una mano davanti agli occhi per ripararsi dal sole radente, fino a che il Dead Gull non completava le manovre di approdo. Solo allora ruminava il suo grazie e riprendeva a camminare.

Foto di Camilla Albertini.

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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