Karoshi – nella mente di chi lavora troppo

25 gennaio 2017 – ore 16.00
Non posso credere di essere stata assunta alla G**! È la notizia più bella che mi potesse capitare. Da settimana prossima nuova vita, nuovo tutto!

7 febbraio 2017 – ore 20.00
Il posto di lavoro è stimolante, la gente lavora tanto e tutti sono molto professionali. Voglio rendermi utile anche io, non posso permettermi di sembrare quella svogliata del gruppo.

26 febbraio 2017 – ore 3.00
Oggi ho fatto per la prima volta le 2.00 in ufficio. Wow! Pesante, ma bello. Ho ordinato sushi home delivery, o meglio, office delivery e l’ho mangiato insieme ai miei colleghi. Mi piace il fatto che siamo tutti sulla stessa barca.

3 marzo 2017 – ore 11.00
Il mio capo mi ha detto che non gli è piaciuto il mio report. Ha detto che era approssimativo. Peccato che ci abbia lavorato tutto il weekend, quando non era dovuto! Ovviamente non gliel’ho detto. Non è un problema suo. Avrei potuto metterci di meno.

26 marzo 2017 – ore 23.30
Ennesima litigata con Gio. L’ho balzato ieri sera. Dovevo finire una cosa in ufficio! E fra una balla e l’altra… si sono fatte le 2.00. L’avrei anche incontrato volentieri, ma lui era ormai andato a dormire.

24 aprile 2017 – ore 00.15
Ho deciso di andare a vivere con Gio, è la cosa migliore. Abbiamo ormai un’età per cui possiamo iniziare una convivenza. Così almeno ci vedremo un po’ di più…

4 maggio 2017 – ore 22.30
Oggi è stata proprio una giornata fantastica, come non accadeva da tempo: mi sono svegliata, ho fatto la doccia, sono arrivata in ufficio e c’era pochissimo da lavorare! Per cui alle 19.00 ero già fuori. Non mi sembra vero. Sono andata anche a farmi una birra con i miei colleghi, Gio ci ha raggiunto.

5 maggio 2017 – ore 23.30
Dovevo immaginarlo che ci sarebbe stata una bellissima inc*****. Non ho ancora finito di lavorare, sono le 23.30. Vorrei andare a casa.

23 maggio 2017 – ore 00.47
Ieri ho parlato al telefono con una mia compagna di università. Mi ha detto che sono fortunatissima a lavorare alla G**. Lei darebbe l’anima per lavorarci. Ridendo ho detto che io la sto dando giorno e notte. Non ha apprezzato. Sono fortunatissima a lavorare in un posto del genere.

6 giugno 2017 – ore 22.00
Oggi abbiamo chiuso il bilancio. In positivo!! La G** sta andando alla grande. Chi lo sa… ci sarà un aumento anche per noi poveri ultimi arrivati?

20 giugno 2017 – ore 20.00
Oggi mi ha chiamato un head hunter, mi ha chiesto se voglio per caso trasferirmi alla S**. Gli ho detto di no. È un’azienda molto più piccola! E molto meno quotata. Però ci penserò, nel caso ho il suo numero. Magari fra qualche mese stacco.

8 settembre 2017 – ore 10.30
Tutti questi sacrifici per cosa? Per un nuovo telefono aziendale. Bellissimo per carità, ma io avrei voluto qualche giorno di ferie…

23 settembre 2017 – ore 9.30
Gio è nervoso, nervosissimo. Non mi capisce. Non capisce che io sto lavorando, mica cazzeggio.

9 novembre 2017 – ore 8.45
Ieri era il compleanno di mia mamma. Sono arrivata tardi al ristorante, tutti avevano già ordinato il primo. È già tanto che sia andata. Poi sono tornata in ufficio.

15 dicembre 2017 – ore 17.49
Ho ordinato su Amazon una super borsa. Non vedo l’ora che mi arrivi. Me la sono fatta recapitare in ufficio. Gio in questi giorni non è a casa. È andato dai suoi. Dovevo andarci anch’io, ma avevo da lavorare.

7 gennaio 2018 – ore 21.00
Buon anno a me! Credo di iniziare a soffrire di un po’ di tachicardia, forse troppi caffè.

21 gennaio 2018 – ore 18.30
In fondo non è così male, cioè la vita si concentra un po’ sul lavoro. Ma sto imparando tantissimo. Tutti i sacrifici di oggi serviranno domani. Ne sono sicura.

14 febbraio 2018 – ore 23.49
Ho litigato con Gio, ho litigato con mia mamma. Devono smetterla. Se loro fossero al mio posto farebbero lo stesso! Non posso mica lasciare nella merda i miei colleghi. Non posso mica delegare a loro tutto il lavoro.

1 marzo 2018 – ore 00.53
Stanchissima, sonno. Stamattina ho fatto la doccia alle 5.00 del mattino. Alle 7.00 ero in ufficio. Avevo del lavoro arretrato. Capita. Sono rimasta un po’ di più in ufficio. Meglio non procrastinare!

2 aprile 2018 – ore 21.19
Ieri ho prenotato le mie ferie! Sembra un sogno, ma sono riuscita a sapere quali saranno le mie date. Ho prenotato un bellissimo resort. Piscina, terme, relax. E chi mi ammazza? Ovviamente connessione wifi, mi porterò da lavorare.

14 maggio 2018 – ore 14.24
È passato più di un anno da quando sono qui. Ne sono successe di cose da quando ho cominciato, chi l’avrebbe mai detto.

10 giugno 2018 – ore 19.48
E chi rinuncia alle ferie? Presente! Soltanto una settimana, la seconda forse più in là.

15 giugno 2018 – ore 21.40
Mia mamma non capisce: non posso cambiare posto di lavoro. Questo è il più prestigioso di tutti. Non posso, sarebbe da scemi. C’è la fila là fuori per lavorare qui. Ed io dovrei andarmene? Non se ne parla proprio.

13 luglio 2018 – ore 00.12
Mal di testa. Continui mal di testa. Oggi ho risposto male al mio capo. Non malissimo, però ero un po’ scocciata. Non gli è andato bene il mio lavoro. Ci ho lavorato tutto il weekend. Mi ha trattato come se avessi cazzeggiato.

1 settembre 2018 – ore 6.45
Gio ieri sera è tornato a casa e ha detto che vuole mollarmi. Ha detto che non mi riconosce più. Non so che fare.

11 settembre 2018 – ore 23.46
4 anni di relazione al vento. Ecco. 4 anni. Di cui due passati a litigare.

3 ottobre 2018 – ore 8.12
Super record. In ufficio fino alle 5.00, casa, doccia, sono tornata alle 8.00. Non si molla un cazzo!

24 dicembre 2018 – ore 21.40
Io odio questo posto. Lo odio. Non è normale.

26 dicembre 2018 – 0re 13.58
Oggi ho capito che non posso chiedere le dimissioni, non posso, ho lavorato troppo qui per buttare tutto all’aria.

1 gennaio 2019 – ore 10.40
Prima o poi finirà. Basta aspettare, magari fra qualche tempo quando avrò maturato abbastanza esperienza cambierò azienda.


Karoshi è un termine giapponese che significa “morte per troppo lavoro”. È un fenomeno che in Giappone è riportato fra le varie cause di morte. Nel 2013 una reporter giapponese, Miwa Sado, è morta in seguito ad un attacco di cuore, causato da un eccesso di lavoro. Quel mese aveva infatti portato a termine 159 ore di straordinari, con soli due giorni di riposo.

Qui un articolo a riguardo.

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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