La fine del mondo

Camilla stringe il suo coniglietto di peluche in silenzio, accovacciata nell’angolo della stanza. Ha il viso graffiato e sporco di cenere e fango, piange. Un’altra esplosione, le pareti tremano. Camilla osserva sua madre che grida e si contorce sul pavimento con le gambe aperte. Ha la testa appoggiata sulle ginocchia di una sconosciuta, un’altra donna le tiene le caviglie e una terza ha le mani sporche di sangue tra le sue cosce, continua a gridare qualcosa che Camilla non riesce a capire. Parla un’altra lingua, ha la pelle scura ricoperta di pallide cicatrici che formano disegni floreali, gli abiti logori. Spingi, dice la donna che accarezza la fronte di sua madre, che ha un profondo taglio sulla guancia e un occhio pesto, Spingi forte. Dalla finestra Camilla vede un grattacielo che crolla, sfaldandosi su sé stesso. Qualcuno si lancia dalle finestre e Camilla si copre gli occhi. Nel cielo scuro le astronavi sembrano stelle. Cominciano a suonare le sirene. Stringe il coniglietto più forte, Camilla, gli solleva un orecchio di stoffa e gli sussurra che andrà tutto bene. Sua madre continua a gridare e la donna che le tiene le caviglie intona una melodia dolce e un po’ malinconica. Ha la pelle chiarissima, i capelli bianchi tagliati corti e non ha più una gamba. Ha la voce bassa e rauca. Lei e la donna scura si scambiano un’occhiata, un sorriso che non arriva agli occhi. Fuori dalla finestra un’altra esplosione. Aiuto. Aiutateci.
La mamma di Camilla grida, e la sua voce si fonde con il pianto di un bebè. La donna scura stringe la piccola tra le braccia, quella dai capelli bianchi comincia a piangere e recide il cordone ombelicale, dice qualcosa nella sua lingua, una preghiera, sorride. Camilla prende il coniglietto per una zampa e si avvicina. Sua mamma ha i capelli appiccicati al viso sudato e sporco, tra le gambe una pozza scura. Sorride e piange. La bambina è ricoperta di sangue e non smette di gridare finché non viene presa in braccio. Vieni, Camilla. Vieni a vedere. Lei è Giulia, la tua sorellina. Camilla la prende tra le braccia e non ha più paura.

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Elisa Carini

Quella (un po’ femminista) che scrive e che nella vita non vorrebbe fare altro. Vive con un gatto nero nella bella Milano dove studia, sperpera soldi in libri usati e beve troppo caffè.

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