Operazione Nostalgia: Piccoli Brividi

Chi di noi non è cresciuto leggendo i Piccoli Brividi? La redazione vi propone un tuffo nel passato, suggerendovi, da buoni nostalgici quali siamo, le letture che più ci hanno spaventato da piccoli.

Un Barattolo Mostruoso. Terzo libro in ordine d’uscita della serie Piccoli Brividi. Abbiamo due bambini, un cane, una gatta, una vecchia prozia che sembra una strega e una melma verde fluorescente che strizza l’occhio alla Il Signore del Male di Carpenter. Qua però abbiamo un lieto fine: la strega non è la prozia, ma la sua gatta Sarabeth, che, nel più classico dei cliché, viene sconfitta dal cane Cannamozza, che, dopo aver “assaggiato” il Sangue di Mostro, ha assunto dimensioni titaniche. Questa storia è la quintessenza dei Piccoli Brividi: tanta paura, ottimi riferimenti, bambini protagonisti che conducono ad un finale da cartone animato.

Night in The Werewolf Woods. Per chi, preso dalla nostalgia, vuole recuperare storie che non ha potuto leggere da bambino. Libro mai arrivato in traduzione italiana, quindi o si sapeva l’inglese ai tempi o niente. Se per stimolare il bambino che è in voi non bastano i lupi mannari con la bava alla bocca in copertina, vi ricordiamo che questa storia fa parte di quelle pubblicate come Librogame: come in un gioco di ruolo la trama procede a seconda delle scelte del lettore. A seconda della decisione presa si verrà indirizzati ad un paragrafo o capitolo specifico. I finali sono ben 23!

I Prigionieri della Torre. Trama da mal di testa in cui Ed e Sue si trovano braccati da un mago con il compito di catturarli per conto dello Zio che vuole ucciderli. Il problema è che zio e mago vivono nel Medioevo, Ed e Sue nei giorni nostri. Un inseguimento che spezza i limiti dello spazio e del tempo, a riprova che i Piccoli Brividi non avevano poi delle trame così banali.

Il Gemello Malefico. Cosa c’è di più spaventoso che essere tenuti prigionieri da dei propri perfidi cloni? Lo sa molto bene il piccolo Monty, affidato dalla madre al bizzarro e un po’ inquietante zio Leo. Non passa molto tempo che strane vicende cominciano a confondere Monty e la faccenda comincia a farsi intricata quando si scopre che suo zio ha perso il controllo di un suo esperimento. E se l’unico modo per scovare la verità fosse vomitare delle frittelle? Leggere per credere.

La Casa della Morte. Primo libro della serie Piccoli Brividi, un capolavoro di cliché horror: la giovane Amanda si trasferisce con la famiglia in un paese chiamato Cascata Tenebrosa – ma sembra che nessuno abbia avuto il sospetto che non si tratti di un luogo idilliaco di villeggiatura -, in una casa in cui vi sono scricchiolii e strane presenze. La ricerca di un cane fuggito porta Amanda – indovinate – proprio in un cimitero, che casualità. Ma non è finita qui, perché mancano ancora gli zombie affamati di carne umana.

Il Club dell’Orrore. Un po’ sui generis nel panorama dei Piccoli Brividi, Il Club dell’Orrore si articola come una storia fai-da-te: alla fine di ogni pagina il lettore può decidere se proseguire nella normale lettura o se seguire le istruzioni proposte dall’autore. In questo modo il lettore può crearsi la propria storia, oltretutto con 26 diversi finali! Qualsiasi strada si prenda, ciò che è sicuro è che entrare a far parte del Club dell’Orrore, che si riunisce di notte in un cimitero, può non essere una buona idea!

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