Quando due ragazzi di periferia sono più che abbastanza

Non capita spesso che i film di esordio siano promettenti o folgoranti.

Negli ultimi anni, in Italia, ci sono stati alcuni casi isolati, come quello del brillante Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, e adesso si aggiunge ad essi anche il primo lungometraggio di Fabio e Damiano D’Innocenzo, La terra dell’abbastanza.

I due fratelli, anche autori della sceneggiatura, scelgono di ambientare la storia nella loro Tor Bella Monaca, periferia romana di confine in cui la malavita avanza e si inserisce, anche casualmente, nella quotidianità dei residenti.

La pellicola narra le vicende di Mirko (Matteo Olivetti) e Manolo (Andrea Carpenzano), amici fraterni che, tornando a casa una sera, investono per sbaglio un uomo: scappano senza controllare le sue condizioni, spaventati dall’accaduto.
Ma quella che sembra una tragedia potrebbe rivelarsi l’esatto contrario.

Inizia così un atipico arco di formazione, distorto da ogni punto di vista e i cui risvolti non possono che essere preoccupanti. Le vite dei due diciottenni prendono una piega inaspettata: l’unico punto fermo in questa parabola discendente è proprio il rapporto tra loro, coppia apparentemente indivisibile.

Presi singolarmente, invece, i due sono molto meno stabili: lo spettatore segue più da vicino Mirko, mentre si isola e taglia i ponti con i suoi affetti, mentre si trasforma nel semplice involucro del ragazzo che era una volta.

I fratelli D’Innocenzo riescono, attraverso una scrittura pulita e concisa e una regia prevalentemente concentrata sui volti dei loro giovani protagonisti, a ritrarre uno spaccato di realtà italiana crudo e implacabile. E, nonostante la passione del nostro cinema per storie dal sapore simile, i due esordienti riescono a dare un’impronta originale al loro prodotto, attraverso scelte di cast artistico – tra cui, senza contare i due ottimi giovani attori principali, spicca Max Tortora in un insolito, ma calzante, ruolo drammatico – e tecnico perfettamente calzanti.

Un’uscita da recuperare assolutamente e una serie di nomi da segnarsi in vista delle prossime stagioni.

 

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Francesca Sala

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