C’est ne pas la solita epopea medievale

Tutte le società hanno un’età dell’oro, è un concetto vecchio quanto l’idea stessa di civilizzazione e si fonda sul ciclo naturale dei tempi prosperi e di quelli miseri. Purtroppo però, quasi tutti, oggi come allora, si accorgono di aver vissuto un momento di prosperità solo quando arriva la miseria. È un dialogo eterno con cui il tempo si diverte a trascorrere ma per noi umani, può essere lo scopo o il rimpianto di una vita.
Queste premesse filosofiche non sono un sintomo del mio imminente ricovero per un TSO ma bensì alcuni dei tantissimi ragionamenti che sono naturalmente sorti nella mia mente quando ho finito di leggere il primo volume de “L’Età dell’Oro” ultimo romanzo grafico di Cyril Pedrosa scritto insieme a Roxanne Moreil ed edito da Bao Publishing in uno dei volumi più belli che abbia mai tenuto in mano.

L'età dell'oro - ROA Rivista Online d'AvanguardiaAmbientato in un medioevo abbastanza familiare ma ricco di gustosi dettagli (parola di storico), questo libro racconta l’epopea della principessa Tilda, spodestata dal fratello minore in un complotto che unisce la Francia di Richelieu alla situazione amministrativa di Approdo del Re qualche stagione fa.
Durante la presentazione a cui ho assistito alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, i due autori hanno raccontato qualche gustoso dettaglio sull’incredibile processo di ricerca che ha richiesto la loro opera. Ci sono grandi agitazioni contadine, scontri militari, dinamiche di servitù feudale e alleanze matrimoniali che sostengono la trama, l’ambientazione lo sviluppo dei personaggi e il passo narrativo, tutti raccontati senza forzature o spiegoni in una narrazione fluida e naturale. Anche Machiavelli è stato consultato e utilizzato ma dovendo rimanere nel regno dello spoiler free, non posso dirvi per che cosa. Posso solo dire che l’amore dei due autori per il segretario fiorentino non passa certo inosservato durante tutta l’opera.

L'età dell'oro - ROA Rivista Online d'Avanguardia

Tutti coloro che come me hanno apprezzato “I kill giants” nella sua versione fumettistica o cinematografica appena prodotta da Netflix, saranno molto felici nell’apprendere che, se decideranno di imbarcarsi in questa avventura, ritroveranno un particolarissimo tipo di sovrannaturale: fino all’ultimissima pagina resta nel limbo tra il fisico e il mentale.
La protagonista è la figlia di un re saggio e generoso che ha insegnato alla sua primogenita tutto quello che sapeva. Alla morte del re tutto sembra andare per il verso giusto ma un arrogante fratello minore ed un ministro assetato di potere mettono a segno un colpo di stato che forzerà la principessa alla fuga.
Non volendo approfondire di più la trama, vorrei raccontarvi del meraviglioso schema di colori usato da Cyril Pedrosa che non si smentisce mai nella sua maestria (suo anche “Portogallo” un volume molto introspettivo di cui vorrei parlarvi un giorno). L’accoppiata di autori e formato francesi è garanzia di tavole grandi e abbondanza di splash pages ma l’arcobaleno narrativo dello schema di colori è una piacevole sorpresa che colpisce chiunque apra il libro, anche per caso. All’inizio alberi viola, cieli fucsia o personaggi arancioni potrebbero disorientare ma ogni colore è al suo posto per un motivo: emozioni, crisi, scontri e lutti non sono solo raccontati con parole e disegni. La palette cromatica è portante in questo volume permettendo ai dialoghi di essere ridotti all’osso a beneficio del disegno. Al contrario della tradizione fumettistica italiana, che ha sempre prediletto il piccolo formato a 6 vignette, il fumetto francese ha il vantaggio di un’impaginazione più larga (con un formato standard grande quasi il doppio del classico Bonelli-Panini) e di una ricchezza cromatica decisamente maggiore. Questa avventura non fa eccezione ma tutta questa meraviglia ha un prezzo, letteralmente.

L'età dell'oro - ROA Rivista Online d'AvanguardiaL’unica critica che posso fare a questo fumetto è proprio il suo costo, 27 euro; il prodotto è di una qualità eccelsa con rilegature, carta e stampe di altissima qualità e se li merita per tutto il lavoro che ha richiesto nonché per il talento e la passione infusi nei suoi disegni ma ad un prezzo simile sarà inavvicinabile da diversi neofiti e alcuni appassionati. La speranza è che una versione più economica “Tascabile” si possa realizzare senza andare a penalizzare la qualità dell’opera ma andrebbe in completa controtendenza rispetto a come si sta comportando il mercato in questo momento: sempre più volumi, sempre più belli e curati, ma purtroppo, sempre più costosi. Non voglio polemizzare troppo però, l’industria è tornata in libreria solo da poco e immagino che, giustamente, il primo requisito sia la qualità, certo non mancano gli sconti ma, come mi raccontava anche Stefano Casini quando l’ho intervistato, sarebbe bello che il fumetto ritornasse con storie ed opere di questo livello, tra le mani dei più giovani e nelle edicole per raggiungere le nuove generazioni di lettori.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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