Sembra che non possa farti mia

Sono entrato nel bar con arroganza. Volevo che tutti mi notassero nell’abito appena ritirato dal sarto, che cadeva perfetto sul mio corpo prestante, e la mia sicurezza. Mi sono diretto al bancone e, apostrofando il bartender come se mi conoscesse da una vita, ho chiesto lo scotch più caro che avesse e l’ho bevuto in una sola golata. Mi sono acceso una sigaretta, di contrabbando ovviamente, e ho iniziato a osservare in giro. Mi è bastato poco e ho visto te, cerbiattina. Non credere, per quanto tu possa girare la testa velocemente, che a un uomo come me sfugga di essere mangiato con gli occhi. So cosa volete voi bambine, fate tanto le timide, ma in realtà non lo siete, e questa sera avrai ciò che hai sempre desiderato. Una notte con un vero uomo.

Sembra che non possa farti mia. Impossibile. Prima, durante e dopo il sesso sono sempre state tutte in adorazione. Eppure non sono stato sotto il mio livello di performance. Che diavolo è successo con te?

Tu, e la tua vita da vespa, che svolazzate di preda in preda, non per cacciare, ma solo per pungere. Un lento avvicinarsi di fianchi e spalle ondeggianti lungo la colonna vertebrale. L’unico obbiettivo è fare del male. Ho provato ogni cosa per farti innamorare di me. Tutto inutile. l’unica cosa che sono riuscito ad ottenere è una ferita pulsante sul collo, con il tuo veleno d’amore che mi entra in circolo. Arrivato fino al cuore l’ha riempito di sofferenza e ad ogni respiro o battito sono più innamorato di te.

Contempli, senza prenderti la briga di rivestirti, con il tuo sguardo così distaccato, il risultato. Ne sei tronfia, letale, sensuale, serpe. Non posso reggere così. Ho bisogno del tuo amore. Non di un tuo morso. Baciami. Non guardarmi. D’ora in poi avrò bisogno del tuo amore ogni giorno. Ma tu rimani lì seduta, senza fare altro che guardarmi, con quel leggero sorriso sulle labbra. Ti prego, donami un affetto inamovibile come la tua posizione. Continui a fissarmi, ma non vedi cosa mi hai fatto? Era questo che volevi fin da principio?

Ti prego. Torna indietro a quei sorrisi da bambina.

O comunque, non andartene mai.

Mi hai fatto tuo. Non c’è via d’uscita.

 

Racconto ispirato a “Nudo seduto sul divano”, Amedeo Modigliani.

Annunci
Andrea Predieri

Andrea Predieri: quello che ascolta. Musica, chiacchiere, ma raramente se stesso. Anagraficamente classe 1993, nel cuore 1850. Studia giurisprudenza ed è un curioso patologico. Questo lo porta a vivere in un susseguirsi di sogni in cambiamento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...