Renzo, Lucia e io: ovvero, I Promessi Sposi al tempo del #metoo

 

Circa un mesetto fa, sono casualmente incappata in questo piccolo saggio, Renzo, Lucia e io. Perché, per me, “I Promessi Sposi” è un romanzo meraviglioso (Add edtore), scritto da Marcello Fois.

Ora, Fois è un autore affermato, molto bravo. Poteva uscirne una lezioncina facile facile, un mini pippozzo sull’importanza istituzionale dei Promessi Sposi eccetera eccetera. Il classico saggio che leggono soltanto le docenti di italiano pazze per il mitico “manzo” Manzoni (c’è un motivo per cui lo chiamo così, ma per scoprirlo dovete arrivare in fondo all’articolo…cosa non si fa…).

E invece no.

Invece inizi la premessa (neanche il primo capitolo, ma la premessa) e ti accorgi subito di due aspetti:

Primo. Fois ha insegnato. Sa benissimo che cosa significhi parlare di Manzoni a persone vive, adolescenti, magari anche un po’ scazzate, e cercare di renderlo interessante; non se ne sta, quindi, a pontificare dalla sua torre d’avorio.

Secondo. Fois ama pazzamente questo romanzo! E quando qualcuno ti racconta qualcosa con questo trasporto, inevitabilmente ti dona un pezzetto di quello che è. Bellissimo.

Ora, con me lo scrittore sfonda una porta aperta. Io amo Manzoni e I Promessi Sposi.

Però, c’è un però.

Fois ha fatto ricredere anche me.

Mi ha ribaltato la figura di Lucia come nessuno mai.

Per me I Promessi Sposi erano quel romanzo attualissimo, scritto divinamente, con una protagonista femminile che era un po’ una palla al piede.

E invece viene fuori che Lucia è più moderna di tutte noi. È una gran donna. Viene fuori che, oggi, quelle del #metoo se le papperebbe in un boccone.

Perché?

Beh, molto semplice.

Perché Lucia non si concede.

D’accordo, direte voi (come dicevo pure io eh), è una cattolica un po’ integralista, siamo nell’Ottocento, in un romanzo ambientato nel Seicento, Manzoni è un credente conservatore, la virtù e la purezza vanno preservati, soprattutto la verginità femminile.

D’accordo. Ribaltiamo il punto di vista.

Se Lucia si fosse concessa a Don Rodrigo la storia sarebbe finita lì.

E invece, piuttosto smuove mari e monti, ma alla fine farà l’amore con chi deciderà lei, alle condizioni che deciderà lei, senza scendere a compromessi. Solo così potrà guardarsi allo specchio. Sempre.

Perché la vera virtù di Lucia non è quella cattolica, ma la coerenza.

Lucia non viene meno mai alla parola data, in ogni ambito. Ma quello sessuale è molto importante.

Perché?

Perché ieri come oggi, un certo tipo di politica (in senso ampio) viene fatta sul corpo delle donne. Delle donne, ancora oggi, spesso interessa più il seno del cervello.

Lucia dice no. Dice no ad un prepotente. Dice no alle scappatoie: pensiamo a Gertrude, al sotterfugio che porta alla violenza, alla condanna, ad una vita d’inferno. Lucia non sarebbe mai vissuta in modo non virtuoso, direbbe qualcuno. Io dico, con Fois, che Lucia avrebbe vissuto solo alle sue condizioni.

Dite la verità.

Lucia, vista cosi, assume connotati diversi.

Toglietele di dosso l’aura cattolica. Lucia, anche oggi, anche atea, col cavolo che si sarebbe concessa.

Beh se questa non è modernità, non so che cosa allora davvero lo è.

Lucia è il motore della storia. La sua negazione innesca l’intero romanzo, un romanzo che ha in sé mille altri romanzi, il melodramma, Rossini e naturalmente Verdi, che ha fondato una lingua nazionale, che ci ha raccontati nel profondo. Ma non solo questo.

Manzoni ha tratteggiato un’eroina moderna, e probabilmente, neanche se n’è accorto.

Come me, come noi, fino ad un attimo fa.

Ps. Manzoni è proprio un grande manzo! Ogni anno a Milano si tiene la strepitosa Maratona Manzoni, ovvero la lettura ad alta voce de I Promessi Sposi. Tutti vi possono partecipare! Vi assicuro che leggere ad alta voce questo romanzo, un pezzetto, ve lo farà amare ancora di più.

Di seguito la pagina FB dell’evento.

https://www.facebook.com/MaratonaManzoni/

Annunci
Silvia Spinelli

La recensitrice libresca. Classe 1988, nordica per caso. I libri sono letteralmente la sua vita, ci abita dentro da sempre: prima come lettrice, poi come studentessa appassionata di Letteratura e Linguistica a Milano, ora come libraia. Adora la letteratura italiana, i racconti brevi, il cinema, ma soprattutto il teatro, la passione di una vita, su e giú dal palco. Non guarda serie tv e spera che dopo questa affermazione continuerete comunque a leggerla con affetto. Sogna di continuare a fare esattamente ció che fa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...