Rivolto nel buio verso di te

Rivolto nel buio verso di te, non posso che sentire il tuo respiro e indovinare la tua presenza – un respiro flebile e controllato: non dormi ancora. Conosco il modo in cui sei raggomitolata nel letto, so come mi offri la fragile spina dorsale.
Quando ci sposammo, la mia mente bisbigliò in mezzo ai giuramenti solenni: “Ti proteggerò per sempre”. Volevo costruire con le mie mani un muro salvifico tra te e il mondo – tu così piccola, pallida, e io grosso, brusco, immeritevole di te. Lasciati proteggere, dormi: sarò io a vegliare su di te, e su di noi, in questa notte densa che ci circonda e trapassa.

Ma tu non dormi, e non puoi dormire. La tua mente vorrebbe abbandonarsi, ma il tuo petto trema. E io brucio di impotenza e vergogna, perché so che non c’è nulla al mondo che ti spaventa più di me; e non dormo, e accanto a te veglio, perché se dormissi sognerei ancora – incubo che mi corrode, in ogni istante nascosto dietro alle mie palpebre – il giorno in cui le mie mani, invece di proteggerti, ti hanno fatto del male.

Racconto musicale di Anna Rusconi

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