La fioca luce del lume

Giovanni avvicinò la fioca luce del lume e sedette di fronte allo stilo e al papiro, cercando di trovare la posizione più comoda. Ma, nonostante questi accorgimenti, il logos, la parola divina che fin dal primo versetto aveva animato il mondo e il suo Vangelo, sembrava averlo abbandonato, proprio ora che si accingeva a narrare la Passione di Gesù. Non trovava le parole adatte, ormai da troppo tempo. Accadde un giorno che un giovane pastorello portasse al pascolo le capre nei pressi della grotta di Giovanni: pensando che fosse vuota si appostò all’ingresso, estrasse un sottile flauto dalla bisaccia e, per ingannare il tempo, si mise a suonare un’austera trenodia. Dal fondo dell’antro, non visto, Giovanni spense il lume e rimase in ascolto, con l’attenzione e il fervore con cui si ascolta la parola di Dio. Nel buio cieco della caverna, Giovanni trovò allora le parole che cercava.

 

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Nicolas Campagnoli

Quello che scrive (e pensa troppo). Studente di Lettere classiche, appassionato di matematica e di lingue improbabili, insaziabile lettore, amante degli aperitivi e filosofo da bar: chi avrebbe mai pensato che potesse scrivere per una rivista online?

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