Una vallata verde e oro

La guerra era finalmente finita. Gidan Pagot era alla cerimonia in cui sarebbe stato insignito di una medaglia per i suoi meriti di pilota. Un vero onore per lui, che prima dello scoppio del conflitto non era che un brigante. Un reietto delle società che, obbligato ad arruolarsi, era diventato un eroe nazionale. 
C’era solo un problema, a Gidan di quel riconoscimento non gli importava nulla. Non perché fosse traumatizzato dalla guerra, né per un odio verso il suo paese, che con quella guerra aveva condotto alla morte alcuni dei suoi più cari amici. Semplicemente non voleva stare lì, tra tutta quella gente in divisa, in festa, ad applaudire e urlare. Salì sul palco, ricevette la sua medaglia, fece un piccolo inchino verso il pubblico in segno di ringraziamento e, appena sceso, si dileguò tra la folla. Poco lontano aveva nascosto in un cespuglio il suo borsone in cui aveva riposto i suoi occhialoni e la giacca da aviatore. Raggiunse nell’hangar il suo Savoia S.21 e decollò immediatamente. Finalmente, tra le nubi, era appagato. Pilotava con il sorriso, sentendosi leggero, senza alcun peso sul cuore. Volava verso la sua Simonetta, motivo per cui avrebbe dovuto aver fretta, ma in realtà Gidan volava godendosi ogni secondo di quel viaggio, allungandone la durata per giocherellare in evoluzioni e virate.
Ad un certo punto si aprì sotto di lui una vallata verde e oro. Decise di atterrare lì sulla erba, per una pausa. Il prato era costellato di fiori dai petali gialli e con inflorescenze bianche. Ne raccolse un mazzo per la sua Simonetta e poi, con un unico gesto, si sdraiò con le dita intrecciate dietro la nuca. Inspirò tutti gli odori presenti e, soffiando l’aria fuori dalla bocca che prendeva la forma di un sorriso, si addormentò.

Avvertenze: questo racconto è ispirato a “Dreaming” dei Cream, è caldamente consigliato di leggerlo ascoltando il brano.

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Andrea Predieri

Andrea Predieri: quello che ascolta. Musica, chiacchiere, ma raramente se stesso. Anagraficamente classe 1993, nel cuore 1850. Studia giurisprudenza ed è un curioso patologico. Questo lo porta a vivere in un susseguirsi di sogni in cambiamento.

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