Venezia 2018 | Day Five

Amica geniale Elena Ferrante Saverio Costanzo Rai HBO recensione roa rivista online avanguardia

Dopo aver fatto il giro del mondo, il successo planetario di Elena Ferrante, L’amica geniale, è infine arrivato sul grande schermo.

Le prime due puntate della serie prodotta da HBO e Rai sono state presentate al Festival di Venezia come evento speciale prima della messa in onda su Rai1 dal 30 ottobre.

È piena notte quando il telefono di Elena Greco squilla: all’altro capo parla Rino, il figlio di Lila Cerullo, che annuncia la scomparsa della madre. La notizia porta alla memoria di Elena la storia della sua lunga e complessa amicizia con Lila; così si siede al computer e inizia a scriverla.

Da queste prime due puntate non si può ovviamente dare un giudizio definitivo, ma le prime impressioni non possono essere troppo entusiaste: Saverio Costanzo si approccia alla materia del romanzo con un’eccessiva letteralità, riprendendo i dialoghi praticamente parola per parola, e facendo così temere una mancanza di originalità del prodotto televisivo da quello cartaceo.

Dal punto di vista delle immagini, invece – territorio chiaramente libero perché di competenza esclusiva del nuovo mezzo espressivo – si può notare un’ottima rappresentazione della Napoli degli anni ’50, piena di rumori, urla e morti, come sospesa in una bolla fuori dal tempo e dallo sviluppo che ha segnato quell’epoca.

Le piccole attrici sembrano, per ora, all’altezza della grande sfida. Ora non resta che aspettare perché questi dubbi vengano dissipati o confermati.


Sisters brothers Jacques Audiard jake gyllenhaal joaquin phoenix riz Ahmed John C Reilly film recensione roa rivista online avanguardia

Oregon, 1851.

Nel pieno della corsa all’oro, i due fratelli Sisters (Joaquin Phoenix e John C. Reilly) lavorano come sicari per il Commodoro (Rutger Hauer). Mandati alla ricerca di un detective (Jake Gyllenhaal) assoldato dal Commodoro per pedinare un uomo accusato di furto (Riz Ahmed), i due scoprono che, nella vita, la verità non è sempre facile da trovare e che tutto ha un prezzo.

Con un cast stellare a disposizione, il nuovo film di Jacques Audiard prometteva di essere un’esplosiva e alternativa aggiunta al genere western. E, se per alcuni aspetti, lo è, per altri risulta piuttosto inconcludente e fatica a lasciare un segno duraturo.

La pellicola usa, sin dall’apertura, un tono piuttosto scanzonato, alternando battute e battibecchi a situazioni assurde, come a voler mostrare il procedere disfunzionale di quel tipo di vita. Lo spettatore segue i due fratelli mentre si imbarcano in un viaggio di formazione sui generis – definibile così soprattutto perché ci si trova davanti a due uomini fatti e finiti, e incredibilmente bravi nel loro lavoro: uccidere su commissione.

L’incontro con il detective e il “ladro” apre, però, le loro prospettive e lascia spazio a momenti di amicizia quasi commoventi.

Il film si regge sulle spalle dei suoi interpreti, la cui chimica sullo schermo è impeccabile, e, nonostante manchi di veri guizzi di originalità o di effettivo mordente, risulta un prodotto piacevole da guardare e capace anche di strappare qualche sorriso per strada.

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Francesca Sala

2 risposte a "Venezia 2018 | Day Five"

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