Venezia 2018 | Day One

Da una City of Stars alle prime spedizioni tra le stelle vere e proprie.

A due anni di distanza dalla folgorante apertura con La La Land, Damien Chazelle torna al Lido per presentare la sua ultima fatica, The First Man, la storia di come Neil Armstrong sia arrivato a poggiare i piedi sulla Luna.

Ad accompagnarlo c’è nuovamente Ryan Gosling che, svestiti i panni del moderno jazzista, si imbarca nell’impresa di interpretare il più famoso astronauta di sempre.

Tra esperimenti e fallimenti, decessi inaspettati e ingiustificati, e famiglie che costringono a rimanere – nel bene e nel male – ancorati a terra, Armstrong e i suoi colleghi si destreggiano fra gli ostacoli di questa sfida epocale per l’umanità.

Ancora una volta, la musica e il reame del suono in generale si identificano come l’area di maggiore interesse e successo per Chazelle: tra lo scoppio assordante dei motori, lo stridio dei metalli sotto pressione e il silenzio assoluto dello spazio, il regista riesce a creare un’atmosfera avvolgente e caotica che catapulta lo spettatore dentro una navicella spaziale degli anni ’60, con tutto il suo carico di incertezza.

Nel suo complesso, però, il film non presenta altri elementi degni di particolare nota. Ci troviamo, infatti, davanti a una classica storia – conosciuta, per la sua ultima parte, da quasi tutto il mondo – girata con una mano sul freno dell’impronta personale: ciò che manca di più è proprio il tocco personale a cui Chazelle ci aveva abituato con i due lungometraggi precedenti.

Un’apertura tiepida, soprattutto nella prima parte, ma comunque capace di riprendersi e di riportare alla memoria alcuni istanti decisivi per la razza umana.


Il senso della misura nel raccontare. E l’immenso rispetto per una vicenda tragicamente irrisolta.

Sono questi i due più grandi pregi di Sulla mia pelle, il film d’apertura della sezione Orizzonti, prodotto da Netflix e da Lucky Red, che si propone di riportare gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi.

Il terreno era più che scivoloso e lo stesso Alessandro Borghi ha parlato proprio di “sana paura” nell’affrontare un progetto di questo tipo.

La storia, in Italia, è conosciuta da tutti, in maniera più o meno dettagliata: un ragazzo di poco più di trent’anni viene arrestato per possesso e spaccio di stupefacenti e muore in carcere dopo una settimana. La famiglia di Stefano, in questo lasso di tempo, viene continuamente rimbalzata e mal informata: rivedranno il giovane solo su un tavolo dell’obitorio, completamente trasfigurato, e da lì comincerà la loro battaglia per la verità che continua ancora oggi.

Come porsi, quindi, nel trasporre questa vicenda? Come evitare di scadere nella retorica o nei facili pietismi? Alessio Cremonini, regista e co-sceneggiatore, fa un ottimo lavoro proprio nel rinunciare a caricare il materiale di inutili fronzoli per andare alla caccia di una lacrima facile. Ci si commuove lo stesso ma non per qualche ricatto registico: è la semplice volontà di riportare questi fatti di cronaca, mettendoli in fila e affidandosi a un attore del calibro di Alessandro Borghi – che forse qui regala la sua migliore performance ad oggi -, a essere abbastanza.

Il cinema può avere il brutto vizio di esagerare e il timore che lo facesse, in questo caso, era tanto. Per fortuna non è successo.

Senza slogan e senza urla, Sulla mia pelle fotografa con pudore ma senza paura un capitolo nero e inconcluso della cronaca italiana. Il film, accostando il suono della voce rotta di un giovane ragazzo con le immagini della coraggiosa tenacia di sua sorella Ilaria, ci colpisce dritti al cuore. Sempre con misura e rispetto, sempre con una grana di autenticità insperata e, per questo, infinitamente apprezzata.

Francesca Sala

3 risposte a "Venezia 2018 | Day One"

    1. Ciao! Credo che sia un po’ presto per parlare già di Oscar (anche visto che il Festival è appena iniziato e alcuni titoli papabili per la Stagione dei premi saranno presentati qui nei prossimi giorni) però almeno una nomination penso sia probabile per entrambi. Sulla vittoria non sono così sicura (e credo che La La Land fosse più meritevole), ma solo il tempo ci dirà!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...