Storia del lupo grigio dal pelo giallo color dell’oro

C’era una volta. Poi crollò. E furono macerie.
C’era un’altra volta in una valle sperduta tra le montagne rocciose un branco di lupi grigi, i temibili lupi grigi delle montagne rocciose.
I lupi grigi erano tutti grigi. Un giorno però nacque un cucciolo dal pelo giallo, color dell’oro.
Infatti era malato.
Morì.

FINE

Questo è ciò che invece sarebbe accaduto se non fosse morto:

C’era una volta un lupo dal pelo giallo color dell’oro, nato in una valle sperduta tra le montagne rocciose. Il lupo era costantemente preso in giro dagli altri membri del branco, in particolare da Gedeone, il lupo più bullo e gradasso della valle:
“Ma che bel canarino che abbiamo qui! Ah ah ah ah ah ah!” E rideva rideva.
Il Lupo Giallo C.d.O. rispose piagnucolando: “Non sono un canarino, sono un lupo, sei solo invidioso perché ho il manto giallo color dell’oro e color del sole e color dei campi, liscio, morbido e lucente come la rugiada nelle fresche mattine di primavera.”
“Aaaaah! Un canarino frocio per giunta! Ah ah ah ah ah ah e rise e ululò a crepapelle alle palle del povero lupo giallo, che abbassò la testa in silenzio. Un cacciatore, con una lunga carriera di cacciatore alle palle, giunto sul posto approfittò della distrazione dei lupi e sparò alla testa di entrambi uccidendoli sul colpo.

FINE (Della Storia del Lupo Grigio dal Pelo Giallo Color dell’Oro)

 

Storia del cacciatore che uccise il lupo grigio dal pelo giallo color dell’oro.

Una volta un cacciatore uccise due lupi.
“Ohhh! Che giornata fortunata! Un vero colpo di fortuna! Due lupi! Due pellicce!”
E gaudioso il cacciatore si mise a cantare così:

https://www.youtube.com/watch?v=vQhqikWnQCU

Quando si avvicinò ai cadaveri dei due lupi, si accorse con sorpresa mista a incredulità che il pelo di uno non era grigio come quello di tutti i lupi grigi bensì giallo color dell’oro!!! E pensò: Opperbacco! Questo lupo è una vera rarità! E che morbidezza, che lucentezza il suo pelo! Sembra quasi un canarino (1)! Ne farò una bellissima pelliccia per mia moglie! Ella saprà certo come ricompensarmi! Oh Oh Oh Oh!
Orbene il cacciator scuoiò sul posto i due lupi, si caricò le loro pelli sulle palle e lasciò le loro carcasse a marcire in pasto ai vermi, sarebbero poi diventate fertile concime per le piante e di grande aiuto all’ecosistema della valle (2).
Tornato al villaggio il cacciatore mostrò frutto fiero alla moglie il tutto della sua giornata di caccia, e questa, vedutolo innanzi ai propri occhi e constatata la rarità ed eccezionalità del manto dell’ animale iniziò a vibrare febbrilmente, e non stava in piedi dalla gioia e balzò sul tavolo del soggiorno per la contentezza e strabuzzò gli occhi mugolando e accarezzava la pelle del lupo e la baciava e baciava il marito e lo ringraziava e lo benediceva e lodava con salmi e prese due colombi e li sacrificò ai piedi del marito per rendergli grazie, o eccelso, o immenso consorte, qual fortunata sorte l’averlo scelto come compagno e gli diceva che lo amava e che era il suo Dio e si gettò ai suoi piedi e iniziò a baciargli le scarpe e le calze e poi iniziò a morderne i pantaloni digrignando i denti per l’emozione incontenibile e a scalciare rotolandosi a terra felice sbavando sul tappeto e poi si mise a vomitare e si stracciava le vesti in segno di tripudio e si tirava i capelli e poi saltava di nuovo in piedi e strappava le tende dalle finestre ridendo a crepapelle e se le infilava in bocca correndo per la casa a cavalcioni di una scopa e poi prese una pentola e se la mise in testa e iniziò a sbatterla contro il muro una e due e tre e quattro volte lodando quel giorno benedetto dal Signore fino a che esausta e rintronata non cadde a terra svenuta, come l’uom cui sonno piglia. E da svenuta emise una lunga ed acuta flatulenza, simile al fischio di una teiera.
Di solito Madelina (questo era il nome della moglie), era usa brontolare all’arrivo del marito, inveire sulle pelli che egli si era prodigato di procurare con il sudore della fronte e che “non erano mai abbastanza, o non erano abbastanza pregiate e anche questa volta riusciremo a rimediare quattro soldi al massimo!”, riversando tutta la responsabilità della loro miseria sulle palle di quel poveruomo, il che non era affatto carino da parte sua, pensava sempre tra sé il cacciatore. Ma questa volta era diverso, perché lei, quel giorno, lo amava di brutto (3), e fecero all’amore al chiaro di luna. Il giorno dopo venne chiamato il sarto, e subito fu confezionata una pelliccia su misura per la moglie del cacciatore, la quale l’avrebbe sfoggiata la sera seguente al Gran Ballo del Villaggio.

La sera seguente: il Gran Ballo del Villaggio.

Madelina camminava con eleganza nella sala da ballo, vestita di vanità e della sua nuova, rara pelliccia di lupo color dell’oro giallo, sorrideva tra sé e accoglieva ostentando indifferenza gli sguardi ammirati delle altre dame, mentre ascoltava il brusio gonfio di ammirazione che si sollevava al suo passaggio. Tutti mormoravano e si domandavano a vicenda dove e come la moglie del cacciatore avesse trovato una pelliccia di tale lucentezza e pregio. La moglie del sarto, che lo sapeva, spifferò a tutti dell’incontro fortuito del cacciatore con quel lupo più unico che raro nella valle tra le montagne rocciose. Le donne del villaggio tornate a casa quella sera rimbrottarono i loro mariti, era infatti inaccettabile che la moglie del cacciatore avesse una pelliccia tanto rara e loro no (4).

STRALCI DI CONVERSAZIONI CHE UN PASSANTE AVREBBE POTUTO UDIRE CAMMINANDO PER LE VIE DEL VILLAGGIO QUELLA NOTTE
Personaggi:
– La moglie del sindaco
– La moglie del dottore
– Il dottore
– La moglie del cacciatore
– Il Taglialegna
– Mahatma Gandhi

Atto I

(Fuori dalla casa del sindaco)
La moglie del sindaco:  Sono la moglie del sindaco e devo girare con questa vecchia pelliccia di visone?!? È una vergogna! Vedi di procurarmi una pelliccia di lupo giallo o scordati cena, colazione, pranzo e soprattutto di fare all’amore (5).

(Sotto la finestra dell’appartamento del dottore)
La moglie del dottore:  Scusa, da quanto non mi regali una pelliccia? Una volta eri diverso, una volta mi amavi, mi coprivi di regali, e adesso?!? Mi fai andare in giro come una serva!
Il dottore:  Ma bimba! Ma ti ho regalato una stupenda pelliccia solo settimana scorsa!
La moglie del dottore:  Svegliaaa!!!! La moglie del cacciatore NO. DICO. “LAMOGLIEDELCACCIATORE” ha una pelliccia morbidissima e rarissima color dell’oro, e IO CHE SONO LA MOGLIE DEL DOTTORE una pelliccia bianca che pare scolorita?! Ma che scherziamo?!?
E scoppiò in lacrime riversandosi melodrammaticamente sul sofà.

(Fuori da un gabinetto della stazione)
La moglie del cacciatore:  Oh. Sì. OH sì fammi tua, di’ che sono la tua lupacchiotta gialla color dell’oro.
Il Taglialegna:  Tu es la my lupachiota. Oh sì. Oh sì. Estoi caliente. Te quiero amor mio, te quiero (6). E la moglie del cacciatore al culmine dell’eccitazione iniziò a secernere tetradotossina dalle narici, il Taglialegna cadde a terra privo di sensi ma ormai l’ora era tarda e il tempo maturo, così lei tornò a casa dall’adorato marito. Sulla strada incontrò Mahatma Gandhi che le schiacciò un sonoro “cinque” alto in segno di intesa.
Fine.

Il giorno dopo, tutti gli uomini del villaggio imbracciarono i fucili e si recarono verso la valle sperduta tra le montagne rocciose alla ricerca di un altro lupo grigio/giallo e del suo vello d’oro.
I più furbi, o non in possesso di armi da fuoco, tinsero di giallo vecchie pellicce. Sta di fatto che capi d’abbigliamento gialli iniziarono a saltare fuori dagli armadi, era diventata ufficialmente la nuova tendenza del villaggio.

DUE FINALI ALTERNATIVI:
 FINALE ALTERNATIVO NUMERO 1:
Dopo qualche settimana, mentre gli uomini del villaggio cercavano invano altri lupi gialli, la moglie del cacciatore iniziò a sentirsi male, il suo appetito crebbe di giorno in giorno, tanto che iniziò a scofanarsi intere teglie di lasagne e torte come fossero pasticcini, interi capi di bestiame venivano ingurgitati in un sol boccone, ma quel che fu ancor più strano è che il suo corpo iniziò a coprirsi di una folta peluria gialla color dell’oro, diventò tipo uno Yeti, e stava a mangiare tutto il giorno in casa e non voleva uscire, e nemmeno chiamare il dottore, né il Taglialegna. Solo di notte usciva per i boschi a fare la cacca, nacque così la leggenda di BigFoot.
E anche quella del terribile Fantasma della Cacca.
Poi morì.
Dopo la sua morte, il cacciatore raccontò agli abitanti del villaggio la storia di come ella si fosse ammalata presumibilmente a causa di quella invidiatissima quanto maledettissima pelliccia (se vi ricordate bene, infatti, il lupo era malato). Da quel momento i capi di abbigliamento gialli iniziarono a non essere più indossati, tornò di moda il viola.

 FINALE ALTERNATIVO NUMERO 2:
Dovete sapere che prima di morire il lupo giallo, che omosessuale non era affatto, aveva utilizzato il suo fascino ambiguo da effemminato gay checca isterica per abbordare un numero spropositato di lupe, le quali aveva provveduto quindi ad ingravidare, generando così una prole feconda, non dico come i granelli di sabbia e le stelle del cielo, ma quasi. Nacquero infatti intere cucciolate di lupi delle quali ogni esemplare maschio era dotato di pelo giallo canarino. Gli uomini del villaggio, giunti alla valle, trovarono praticamente solo lupi dal pelo giallo color dell’oro e, contenti del fatto, li sterminarono e portarono le pellicce alle loro mogli. Le mogli, che quel giorno amavano i loro mariti, esultarono alla vista delle pelli e ricordarono ai rispettivi partner quanto esse li avessero sempre adorati ed onorati e, perché no, stimati (7).

QUALCHE GIORNO DOPO, ALLA FESTA DEL PAESE
Tutte le donne avevano una pelliccia gialla. L’imbarazzo alla festa toccò picchi che mai aveva raggiunto prima. Una volta tornate a casa le donne del villaggio inveirono contro i propri mariti a detta loro inetti, e incapaci, colpevoli di aver portato loro non una rarità ma un capo di abbigliamento cheap tipo da shampista (8).
Gli uomini del villaggio il giorno seguente imbracciarono i fucili, spararono alle mogli e le scuoiarono. Il sarto fu chiamato e furono confezionate delle pellicce, con esse gli uomini si recarono nella valle sperduta nel cuore delle montagne rocciose, dove incontrarono le lupe, che dopo la strage dei lupi gialli erano rimaste a corto di compagni. Regalarono loro le pellicce ottenute dalle pelli delle proprie mogli e, conquistatele (9), si accoppiarono con loro per tutta la notte al chiaro di luna.
Così nacquero i Licantropi.
FINE

(1) E il Lupo Giallo C.d.O., che era andato in paradiso, all’udire le parole del cacciatore bestemmiò gli dèi cani e fu spedito all’inferno dove incontrò Gedeone che lo prese in giro per l’eternità.
(2) Infatti è una giostra che va, questa vita che sa che rinascerà in un fiore che fine non ha, azzibegna dum badababa.
(3) Le donne di quel villaggio, infatti, amavano gli uomini per quello che sono.
(4) Tipico delle donne di quel villaggio era invero il bisogno di sentirsi speciali.
(5) Le donne di quel villaggio infatti abusavano spesso del fatto di avere la vagina. La moglie del sindaco tra l’altro, particolarmente ingenua, credeva di essere l’unica via di accesso del marito per il regno dell’amplesso, ma egli, come tutti gli uomini di politica, disponeva di innumerevoli e assai più valide alternative per soddisfare i propri appetiti. Inoltre la moglie non cucinava mai, si occupava di tutto la giovane e avvenente governante. Va detto però che, come pochi uomini di politica, il sindaco era misericordioso e voleva bene alla moglie, per questo decise di cercare di accontentarla.
(6) Enrique Iglesias, Bailamos, Cosas de l’amor, Fonovisa Record 1998.
(7) Gli uomini infatti ne erano colpevolmente dimentichi.
(8) Le donne di quel villaggio, infatti, erano spesso un po’ zoccole.
(9) Le lupe infatti sono bestie molto più docili di certe donne.

 

Racconto di Davide Fossati

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