Una giovane musicista – piccola e rotonda, gli occhi pieni di tenerezza – l’aveva accompagnato a Parigi per la prima volta. Jim, alto e magro, se ne innamorò. Era il 1907, circa. La conosceva appena, la donna, e fu durante il ballo al Bal des Quat-z’ Ars che ebbero, fino a tarda notte, la loro prima conversazione. Lei aveva chiesto a Jules di procurarle un invito e un semplice costume e Jules gliene procurò uno, rovistando tra le stoffe per una settimana. Lei era quieta e placida, e tra loro, lei e Jim, nacque un’amicizia cerebrale che poi si rafforzò. Non c’era humor, ironia, nella vita parigina di lei. In quella di Jim, che ne avrebbe voluta una calma, ce n’era parecchio, troppo. L’indomani gli fece incontrare Jules. Gli inizi parvero favorevoli, ciascuno insegnava all’altro la sua lingua e la sua letteratura. Si videro tutti i giorni.

Testo originale

Era il 1907 circa. Il piccolo e rotondo Jules, a Parigi per la prima volta, aveva chiesto all’alto e magro Jim, che conosceva appena, di farlo entrare al Bal des Quat-z’ Ars, e Jim gli aveva procurato un invito e l’aveva accompagnato a scegliersi un costume. Fu mentre Jules rovistava con calma tra le stoffe e sceglieva un semplice costume da schiavo, che nacque l’amicizia di Jim per Jules. Si rafforzò poi durante il ballo, in cui Jules se ne stette quieto, con gli occhi sgranati, pieni di humor e di tenerezza. L’indomani ebbero la loro prima vera conversazione. Non c’erano donne, nella vita parigina di Jules, e lui ne avrebbe voluta una. In quella di Jim ce n’erano parecchie. Gli fece incontrare una giovane musicista. Gli inizi parvero favorevoli: Jules fu un po’ innamorato per una settimana, e anche lei. Poi Jules la trovò troppo cerebrale, e lei lo trovò ironico e placido. Jules e Jim si videro tutti i giorni. Ciascuno insegnava all’altro fino a tarda notte, la sua lingua e la sua letteratura.

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