Era il lontano 2006 quando in televisione debuttava una serie che avrebbe lasciato un’intera nazione a bocca aperta. Non solo per gli ottimi attori o la strabiliante regia, ma, soprattutto, per gli incredibili risultati che avrebbe raggiunto. E ora, dodici lunghi anni dopo, Netflix ci dà la possibilità di rivivere quelle grandi emozioni.

Si sta parlando di 2006: Sul tetto del mondo, resoconto dell’impresa calcistica italiana in Germania. La rosa di attori, scelti dal nuovo regista Marcello Lippi, presentava nomi di esordienti accanto a quelli di navigati veterani e avrebbe dimostrato, durante l’intera messa in onda, la peculiare capacità di non poggiare tutte le responsabilità sulle spalle di un’unica persona, riuscendo sempre a organizzare le proprie azioni in modo corale.

La stagione comincia in modo vittorioso con una prima puntata equilibrata e giocata al meglio, in cui si distinguono Andrea Pirlo e Vincenzo Iaquinta per le ottime prestazioni, e continua poi tra molti alti e qualche basso, fino alla finale.

È proprio la seconda sfida a rivelarsi più intensa del previsto: gli animi sono in subbuglio e questo porta a quattro ammonizioni, tre espulsioni e un autogol. Decisamente non una delle pagine migliori per questo cast che, nonostante dimostri una forza di volontà invidiabile, sembra aver ancora molto da lavorare sul piano dell’affiatamento.

A concludere la prima fase si ha lo scontro con la Repubblica Ceca, superato grazie alla premiata coppia Inzaghi e Materazzi, e seguito poi dalla sfida a eliminazione diretta con l’Australia, teoricamente facile ma praticamente sofferta, salvata all’ultimo dalla performance del Pupone nazionale.

Dopo un’altra puntata di grande successo, gestita con una scioltezza invidiabile, si arriva, però, ai momenti di vera tensione: più ci si avvicina alla conclusione, più gli ostacoli che i nostri protagonisti devono superare si fanno difficili.

Ed è così che si profila la sfida con la Germania, intimidatoria padrona di casa, ma gli assi nella manica di questo gruppo non sono finiti; la squadra, infatti, riesce, dopo 119 stremanti minuti, a sbloccare il risultato con due azioni da annoverare negli annali.

La puntata finale, di cui ricorre proprio oggi – il 9 luglio – l’anniversario, non può che far venire i brividi a chi la vede (o la rivede): 120 minuti di pura adrenalina, tensione, colpi di scena inaspettati e performance incredibili che portano a una delle conclusioni più mozzafiato degli ultimi anni.

Avremo la possibilità, nel prossimo futuro, di provare di nuovo simili emozioni? Gli ultimi sviluppi non sembrano favorevoli, ma “mai dire mai”.

Netflix ci ha dato la possibilità di ricordare le luci sopra Berlino e ci ha fatto tornare la voglia di accenderle.

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