#Morale #Etica #Bene&Male #Valori #Vocazione

Baltusaar faceva il pirata nello spazio. Abbordava e arrembava navi spaziali brandendo una sciabola laser, versione di ispirazione mediorientale della più classica spada resa nota dalla celebre saga di Star Wars, ovviamente parlo dei primi tre film, di cui tutti hanno nostalgia anche se gli effetti speciali se li vedi adesso non è che dici che bomba, anzi, però l’importante è la storia, l’intreccio, il forte significato simbolico, i temi come, ad esempio, per citarne due complementari: Il Bene & il Male. Appunto, il lato oscuro, il Male, e l’altro lato, che rappresenta il Bene e quanto più di positivo si possa immaginare, e qui ciascuno può inserire comodamente i suoi valori che potrebbero spaziare dall’uguaglianza alla libertà, e ad altri termini altisonanti dal significato francamente oscuro.
Dunque, la pirateria spaziale consisteva nel rubare, stuprare, aggredire e gridare con gli occhi fuori dalle orbite imprecazioni di ogni tipo. Questo stile di vita era severamente sconsigliato dal decalogo diffuso da Dio in tutto l’universo (decalogo stilato con l’inchiostro di valori “positivi” come Giustizia e Bontà? O forse nato dal desiderio di opprimere ed esercitare un qualche non precisato potere?), e questo metteva in cattiva luce (ancora il vocabolo che ritorna: bene/male, luce/ombra, tematiche fresche, attuali, sulle quali da sempre l’Umanità si interroga con espressione corrucciata, con la fronte aggrottata, vestita di una tunica, magari accovacciata sui gradini di una scuola ad Atene o seduta sulla sabbia mentre contempla il mare – simbolo dell’infinito – o contemplando il cielo – simbolo dell’infinito – e chiedendosi: ma cos’è l’uomo in confronto all’universo? Un puntino insignificante? Ma anche se fosse, bisogna ricordare che sono comunque le gocce che fanno il mare – ecco: il piccolo e il grande, l’unione che fa la forza, i passi che fanno il cammino, il mare, ancora il mare, ritratto dell’infinito, e che dire del tema del viaggio? Le partenze, gli arrivi, gli addii, avventure e meraviglie.
Ma tornando a capofitto a noi: la Banda di pirati dello spazio di Baltusaar, che aveva deciso di chiamarsi, con l’intento di infondere paura e sgomento nell’animo dei nemici: (ma chi è il vero nemico? Colui che ti avversa nel tuo fare il male forse? Qualcuno di cui non conosci ancora la storia? Se non ci fosse il male ci sarebbe il bene? Possiamo soffermarci a riflettere pensosi lisciandoci la barba con pollice e indice, una lunga barba da filosofi simbolo di saggezza. Prendiamoci qualche minuto. Ciascuno può poi continuare dopo la chiusura della parentesi – interessante a questo proposito il concetto di chiusura soprattutto in un universo di pianeti abitati da culture eterogenee con linguaggi e valori differenti, magari diametralmente opposti come quello all’interno del quale opera la banda che porta il nome che scopriremo dopo la chiusura della parentesi, senza dubbio) Banda inserire nome accattivante!!! Davvero terribile ed efficace ai fini di cui vedi prima della parentesi.
La Banda, come già detto, si occupava di arrembare, violentare e razziare con un solo scopo: arricchire i suoi membri. No, non badavano al monito del decalogo né al proverbio: è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago etc… ma Baltusaar liquidava quel modo di dire attribuendo il detto a un errore di traduzione, aveva dunque la coscienza a posto. Non di cammello pare si trattasse ma di cima o gomena di nave, e con le navi Baltusaar, pirata dello spazio, aveva certo più dimestichezza che con mammiferi tilopodi. Che poi il concetto era lo stesso, ma va be’.
Ma questa situazione, queste continue scorribande, non poteva/no continuare a lungo, infatti il crimine non paga e il cattivo non arriva vincitore alla fine della storia, vince il buono, il Bene etc… dunque qualcosa dovrà accadere per redimere, imprigionare o sopprimere per sempre Baltusaar, queste le possibilità per i cattivi, questa la funzione della storia, della buona letteratura, della migliore arte: educare i fanciulli e le masse, portare buoni esempi e in sostanza debellare il male dal mondo. Per ora basti pensare che certo non era colpa di Baltusaar se desiderava ricchezze, aveva infatti letto Dante:

E perché la sua conoscenza prima è imperfetta per non essere esperta né dottrinata, piccioli beni le paiono grandi, e però da quelli comincia prima a desiderare. Onde vedemo li parvuli desiderare massimamente un pomo; e poi, più procedendo, desiderare uno augellino; e poi, più oltre, desiderare bella tuta spatiale; e poi la astronave; e poi una donna; e poi due donne; e poi tre donne; e poi femmine Glaucusiane e Tritone dello asteroide detto C-9071 e poi ricchezza non grande, e poi grande, e poi più. E questo incontra perché in nulla di queste cose truova quella che va cercando, e credela trovare più oltre nello spatio infinito.

Quindi il problema di Baltusaar, in fondo, è un problema di conoscenza imperfetta, razionalità limitata forse, peccato originale o trauma infantile o aggiungete voi a seconda di come codificate il mondo. Ma dunque, che fare? Finali alternativi:

 Un saggio provò a persuadere Baltusaar che niente avrebbe mai saziato la sua sete di ricchezza, che ciò di cui aveva bisogno era Altro, poteva rendersene conto ad esempio contemplando il mare o lo spazio infinito, simbolo dell’infinito. Baltusaar ammise che sì, se ne rendeva perfettamente conto. Allora si rasò il capo e divenne un monaco e:

a) Smise di desiderare ricchezze e qualsivoglia oggetto o condizione diversa dalla presente in cui è possibile trovare già tutto ciò che si desidera se lo si sa desiderare.

b) Continuò a desiderare ma incanalando il proprio desiderio in opere buone e caritatevoli all’insegna di valori quali ad esempio il lavoro, l’amicizia, la bontà.

Poi, dopo anni di monachesimo, un giorno che era al villaggio a fare provviste per il monastero vide una mezza tetta di una commessa chinatasi al banco delle arance al negozio di frutta e verdura e il suo cervello formulò subitamente un’immagine pornografica che vedeva coinvolto lui e la mezza tetta della ragazza approfittando del pur piccolo spazio vuoto all’interno del cuore di Baltusaar. Da lì, il suo desiderio esondò. Dunque:

a) Corse di fretta in un bosco lì vicino per sfogare quella passione.

b) Non fece nulla, tornò al monastero e non tornò mai più al villaggio.

c) Non fece nulla ma tornò al villaggio sempre di più, corteggiando la donna che alla fine cedette e:

a. Divennero amanti e lui visse infelice perché sentiva di avere tradito la sua vocazione e si diede al bere e andò con altre donne finché non morì in una rissa per non aver pagato un debito di gioco.

b. Si sposarono e lui visse felice perché capì che aveva trovato la sua vera vocazione, poi:

i. Ebbero dei figli ma i soldi non bastavano mai perché adesso lui faceva il vasaio e lei sempre a vendere frutta, quindi con la coda dell’occhio vedeva sempre accanto a se la possibilità di commettere qualche crimine per rimettersi in sesto, solo uno, poi basta, per i suoi figli, per la donna che amava quindi:

1. Non lo fece e riuscì comunque a vivere una vita dignitosa e felice ma solo grazie all’aiuto di Dio e della comunità religiosa che comunque non lo aveva mai abbandonato, anche se non si sentì mai completamente liberato da quella tentazione.
2. Non lo fece e visse nel dubbio e nel dolore per tutta la vita.
3. Commise un crimine che gli fece guadagnare parecchi soldi e la fece franca poi:

a. Ricommise il crimine e venne preso e finì i suoi giorni in prigione coperto di vergogna lasciando moglie e figli a un destino incerto.

b. Non ricommise più nessun crimine ma il senso di colpa abitava il suo cuore e quel segreto lo allontanò dalla moglie e dalla famiglia, e poi comunque dopo un po’ tornò al punto c)-b-i

ii. Dopo qualche anno tradì anche la moglie e:

1. Lei non lo scoprì e la vita di Baltusaar andò avanti piatta tra l’educazione svogliata dei figli e il rapporto tenero con la moglie, per un certo periodo affiancato a quello di passione con un’amante scelta a casaccio.

2. Si senti in colpa e incapace di fedeltà, non riuscì a dirlo alla moglie né a portare avanti il rapporto con lei, allora decise che forse era meglio per lui tornare a razziare e a stuprare e ad arricchirsi leggendo quel suo tradimento come il segno che smascherava la sua vera Natura che pensò coincidere con la propria vera Vocazione.

 Un batterio spaziale che causava la decomposizione istantanea dell’epidermide attaccò la banda di Baltusaar. Morirono tutti:

1. In fin di vita si pentì e finì in paradiso come Manfredi, uno dei suoi maggiordomi.
2. In fin di vita non si pentì e finì all’inferno, anche se forse:

a. L’inferno non esiste.
b. L’inferno esiste ma è vuoto.
c. L’inferno, come ci insegna Dante, è una condizione dell’esistenza.
d. L’inferno alla fine non è brutto come lo descrivono.
e. Meglio un tavolo all’inferno che un posto in piedi nell’Eden
f. O come diceva sempre Giorgio il giardiniere: l’inferno ha una tendenza urbanistica. L’abbiamo sempre saputo, c’è una mappa dell’inferno, si può fare, ci sono delle strade, c’è una toponomastica, senza dubbio ci sono dei vigili. Voi direte che anche il paradiso potrebbe avere qualche qualità visionaria di questo tipo ma non è mica vero, nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla.

3.  Vinto dall’infinita misericordia finì comunque in paradiso che è una grande orgia di tutta l’umanità.

4. Si reincarnò in un batterio spaziale.

5. Quale sarà il Destino di Baltusaar? Compila il punto 6 e decidilo tu!

6. ……………………………………

Racconto di Davide Fossati

 

Annunci