# 2 _ La forma dell’acqua di Andrea Camilleri

 

Ne sono certa.

Tra qualche anno questo libro sarà considerato un classico.

Era il 1994 e sugli scaffali delle librerie compariva qualcosa che sarebbe entrato nelle nostre vite per non uscirne mai più: il Commissario Montalbano.

La forma dell’acqua è il primo romanzo scritto da Camilleri con protagonista il mitico uomo di legge della fantomatica cittadina di Vigàta. Montalbano non è uno sbirro qualsiasi, non ha il carattere bidimensionale di alcuni personaggi che non si staccano dalla pagina in cui sono stati tratteggiati. Di Montalbano sappiamo tutto: sappiamo che cosa pensa, che ama il mare, il sole, che beve sei caffè in fila al mattino, che odia parlare mentre mangia, che è passionale ma anche un po’allergico alle intrusioni dell’amata Livia nei suoi spazi.

Sono passati 24 anni dalla sua nascita.

Una cosa editrice allora quasi sconosciuta ha creduto in una sfida pazzesca: lanciare su scala nazionale una storia siciliana, scritta in siciliano.

Ebbene sì.

Montalbano ha varcato i confini nazionali, ma solo noi godiamo di questa immensa fortuna: poterlo leggere nella lingua in cui lui stesso pensa.

Lume d’alba non filtrava nel cortiglio della «Splendor», la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombigno, già si faticava a scangiare parole.

Per me, Salvo Montalbano è uno di famiglia. È un porto sicuro a cui tornare, una presenza quasi fisica capace di essere leggera eppure mai banale.

Ad Andrea Camilleri, ad Elvira ed Enzo Sellerio una semplice parola: grazie.

 

 

Annunci