Due uomini intraprendenti, professionisti nel loro settore, giunti al termine della loro carriera non per loro volontà, ma per colpa dell’ambiente. Questi sono Dany e Ferdy, due spin doctors, storytellers nel campo della narrazione politica.

Parlano al pubblico raccontando il motivo per cui lasceranno la professione: disillusi e amareggiati, si rendono conto di non aver fatto del bene né agli altri, né a loro stessi.

Parlano di quell’ultima campagna politica, quella de “La Svolta”, in cui credevano profondamente pensando che sarebbe cambiato tutto, in cui la città di Urbania avrebbe vissuto la vera svolta politica, spazzando via il vecchio e il marcio e accogliendo il nuovo cambiamento. Come da copione però, dietro a promesse e innovazioni, non si celava che un leader politico corrotto con idee destrorse.

Ferdy e Dany parlano alla loro platea, composta da un pubblico che ascolta, e che a volte si trasforma nel team di collaboratori e stagisti (e soprattutto stagiste) che progettano la campagna di comunicazione per “La Svolta”.

Non è comune vedere storie così attuali ambientate nella contemporaneità: solitamente ci vengono proposti i grandi classici oppure drammaturgie contemporanee che riprendono ambientazioni lontane nel tempo, che giocano su un immaginario consolidato. Questa volta siamo di fronte a uno spettacolo ambientato negli anni 2000 e che ha come protagonisti due professionisti della comunicazione. Una professione non solo contemporanea, ma che rappresenta in modo emblematico il periodo in cui viviamo: non importa cosa vendi, l’importante è come.

Quindi Ferdy e Dany, all’interno di una campagna di comunicazione frenetica che li porta a inventare strategie banalotte ma efficaci, riescono non solo a far vincere Fabione, il candidato sindaco, ma anche a far aumentare il consenso popolare e a far accogliere di buon grado il “Campo”, il grande progetto de “La Svolta” che impiegherà clandestini volenterosi per riqualificare una zona intossicata dalla diossina.

Lo spettacolo disegna un tracciato grottesco ma veritiero della nostra società, in cui viene messa da parte la morale per un bene superiore: vincere, essere i migliori, riuscire a vendere aria fritta – anzi, fosse solo aria fritta. Ottenere potere e consenso. Il tutto sfruttando il potere delle parole, che camuffano ed edulcorano la realtà.

In un mondo di gente corrotta che fa solo il proprio interesse, Ferdy e Dany non sono da meno: spinti da un’incontrollabile dipendenza dal loro lavoro non possono che lavorare alla campagna di mantenimento del consenso pubblico, anche se non si trovano più d’accordo con il sindaco e non si rivedono più nel progetto politico.

Un altro personaggio appare all’interno della storia: Antonio Pecora, il più rinomato consulente culturale a livello europeo, un individuo che mostra solo il suo lato più piacione e frivolo (ha pure un suo jingle personale) e che fa della cultura uno dei tanti business del mondo contemporaneo. Per avvicinare la cultura alla comunità la rende sempre più pop, svuotandola in modo massiccio di tutto il suo valore.

Con ritmo veloce e incalzante entriamo fin dai primi minuti nell’universo dei personaggi e vogliamo sapere tutto della loro vita: chi sono, cosa fanno, come si è svolta la rovinosa campagna politica che ha dato fine alla loro brillante carriera. In modo avvincente la drammaturgia ci conduce in un mondo che conosciamo in parte, ma di cui vogliamo scoprire i segreti e le dinamiche. In più lo spettacolo, sebbene sia denso di avvenimenti, riesce ad essere per tutta la sua durata divertente, intrattenendo in modo brillante il pubblico. Fanno divertire i luoghi comuni: ad esempio la passione smodata di uno dei protagonisti per le stagiste. Ma anche i topoi comici sono modulati in maniera tale da riuscire a non esser scontati. Anche i protagonisti, diversi e complementari, sono disegnati in modo da non risultare mai finti o esagerati. Il pubblico crede a ciò che vede.

L’accompagnamento musicale è presente per tutto lo spettacolo ed è una parte fondamentale che aggiunge un ulteriore elemento comico. Ogni personaggio ha il suo suono associato, e in più Gaetano Cappa interviene con vocalizzi, cantando, modificando la sua voce al microfono quando impersona alcuni personaggi.

Uno spettacolo che non ha falle, riuscito, da vedere.


testo Renato Gabrielli
musica/suono Gaetano Cappa
spazio Luigi Mattiazzi
con Emiliano Masala, Massimiliano Speziani e Gaetano Cappa
regia The Spin Masters
produzione Proxima Res in collaborazione con The Spin Masters


Spettacolo messo in scena in occasione del festival Da Vicino Nessuno è Normale.

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