Betting on zero: scommesse e illusioni in polvere

Schema Ponzi è il termine usato per descrivere un tipo di truffa su larga scala e prende il nome da Charles Ponzi, italiano immigrato negli Stati Uniti, primo a raggiungere un successo clamoroso usando il marketing multilivello. Con il passare degli anni sono state redatte leggi sempre più severe nei confronti di questa pratica (e le sue ramificazioni), al fine di tutelare sia le aziende sia i consumatori.

Herbalife è un’azienda fondata nel 1980 che si occupa di controllo del peso e di cura della pelle a livello globale. Nel 2015 è stata posta sotto indagine con l’accusa di aver messo in atto una forma di marketing piramidale.

Betting on Zero prende il via da una presentazione del 22 luglio 2014, tenuta da Bill Ackman, in cui l’investitore annuncia la sua posizione di vendita allo scoperto, per il valore di un miliardo di dollari, in Herbalife, sostenendo la sua natura di schema a piramide ormai destinato al collasso.

Spiegato così, il documentario di Theodore Braun sembra solo seguire il capriccio di un miliardario deciso a provare la correttezza della sua tesi a ogni costo.

In realtà Betting on Zero racconta una vicenda molto più complessa e stratificata che si fonda sul rapporto fra promesse “da marinaio” e ingenuità del consumatore, base delle strategie di Herbalife, per poi evolversi e trasformarsi, diventando un’indagine nazionale  su controverse pratiche commerciali.

L’opera è accattivante e riesce a mantenere l’interesse dello spettatore alto per tutta la durata, restituendo in maniera perfetta il contorto equilibrio fra incredulità, morbosa curiosità, pietà e disgusto che si prova nel vedere parlare prima i fautori e poi le vittime di questa truffa.

In un periodo storico in cui le grandi bugie sembrano l’unica esca a cui le masse abboccano, aziende come Herbalife prosperano perché capaci di vendere un’illusione condendola con quel pizzico di realtà sufficiente per darle credibilità.

Nonostante la storia si basi su un concetto quasi dato per scontato, l’idea, cioè, che i ricchi facciano qualsiasi cosa pur di diventare più ricchi mentre i più poveri subiscono e stanno a guardare, Betting on Zero prova comunque a smascherare questo mostro dagli infiniti tentacoli, cercando anche il confronto con i pezzi grossi dell’azienda (che, però, è stato da tutti rifiutato ed è il motivo per cui nel documentario ci sono solo filmati di repertorio dei membri di Herbalife).

E se le informazioni messe in calce al film non fossero abbastanza per farvi dubitare del mondo in cui viviamo, una semplice ricerca su Google vi dirà qual è la situazione delle azioni di Herbalife in borsa: preparatevi a rimanere sorpresi.

 

Annunci
Francesca Sala

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...