La cultura nel 2018 dev’essere prioritaria

Questo giugno è iniziato con il nuovo governo: gaudio e giubilo signori! Allacciatevi le cinture perché ne vedremo delle belle: un ministro degli interni che promuove la legittima difesa, un ritorno al farsi giustizia da sé, come nel far west; un ministro della famiglia che vuole aumentare il numero di consultori per disincentivare gli aborti e che non riconosce le famiglie arcobaleno come famiglie. Un programma sulla cultura inesistente (se voi l’avete letto da qualche parte vi invito a condividerlo!).
Insomma i cambiamenti che ci aspettavamo nel XXI secolo.

Paranoica di natura, purtroppo, questa notte ho sognato che dovevo scappare dall’Italia e che non c’era altro modo che uscire dalla nazione se non partendo in incognito con un gruppo cattolico che andava in pellegrinaggio. Sogno che spero sia al limite della paranoia e che spero non sia auto avverante, ma mai dire mai.

Anche ROA fa politica, anche se può non sembrare. ROA fa politica promuovendo e condividendo articoli di argomento culturale, perché crede nel suo forte valore educativo. Siamo dell’idea che racconti, recensioni e riflessioni su temi culturali non solo possano stimolare la persona ma possa farla crescere. Se una profondità culturale di qualche tipo riuscisse ad entrare in tutte le case non ci troveremmo con una popolazione incazzata che crede nel valore dell’oppressione. Ma la situazione è questa: vogliono chiudere le frontiere, sgomberare lo sgomberabile, limitare la libertà personale, negare l’autodeterminazione.

ROA continuerà a scrivere racconti, a parlare dei libri appena usciti, dei film in sala e degli spettacoli teatrali in città. Perché in un periodo come questo la cultura dev’essere prioritaria.

Ma che cos’è ROA? 

ROA ha un’identità sfaccettata che non riesce a definire bene. A volte la sua linea editoriale si sposta verso il mondo dei libri, a volte si concentra sui racconti, altre volte ancora si trasforma in rivista cinefila e pubblica recensioni di film e serie tv. La maggior parte delle volte ROA è tutto questo insieme.

È una rivista online nata da un gruppo di amici che vuole portare i racconti nel quotidiano di tutti, obiettivo non semplice, ma a cui teniamo.

Cresciamo facendoci raccontare storie, passiamo il tempo guardando serie tv, mostrando ancora una volta quanto le storie facciano parte della nostra vita. Però ci siamo impigriti, perché leggiamo sempre meno. Non riusciamo a finire di leggere articoli online per mancanza di attenzione, tanto che gli scritti sul web sono sempre formattati considerando la poca soglia di attenzione del lettore medio e quindi vengono inseriti: grassetti, corsiviimmagini e gif.

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esempio di immagine di gente che legge. Inserita senza motivo, giusto per “facilitare la lettura

Allora perché non leggere racconti? Le storie fanno parte della nostra vita e possono accompagnarci durante l’arco della giornata. Non per forza quando siamo a casa spaparanzati sul divano ma anche quando siamo sui mezzi pubblici, per esempio.

Al posto che leggere l’ennesima lista di “10 posti imperdibili da visitare in Italia” o “5 cose sul sesso che non sapevi”, si può leggere anche qualcos’altro, che possa darci qualcosa in più oltre al soddisfare la curiosità del momento.

Per questo proponiamo ogni giorno racconti cercando di coinvolgere anche i lettori. Infatti tutti possono scrivere su ROA e vogliamo che sia sempre così. Grazie al profilo Ospite Inatteso tutti possono pubblicare (attenzione però: i racconti vengono comunque selezionati).

Noi ci impegneremo ancora di più a portare la cultura e la lettura sui vostri smartphone nel vostro quotidiano,  voi continuate a leggerci e a partecipare!

Dimenticavo: buona festa della Repubblica.

 

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

Una risposta a "La cultura nel 2018 dev’essere prioritaria"

  1. Purtroppo la cultura ormai è diventata una piccola oasi nel deserto frequentata solo da pochi appassionati. Tutto gli altri in assenza di idee ed ideologie chiedono cose concrete. Mi dai il reddito di cittadinanza? Bene! Allora ti voto. Mi dai la possibilità di andare in pensione prima. Benissimo! Ecco il mio suffragio. Per questa volta, poi si vedrà. Finché non apparirà all’orizzonte un nuovo progetto per la società del futuro gli italiani, e non solo loro. dovranno navigare a vista.
    Un caro saluto

    Bruno

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