Raccontami una canzone: Sabota di Gio Evan

Hey barman, dammi l’insolito

Proprio quello che ci piace. Ne chiediamo un giro anche in redazione. Gio Evan, conosciuto anche come Giovanni Giancaspro è un poeta, scrittore, cantautore, umorista e performer. Se non è pure lui un tipo insolito, quanto meno definiamolo eclettico. Riuscire ad esprimersi con così tanti mezzi non è certo qualcosa che si trova ad ogni angolo di strada al giorno d’oggi.

A vederlo ci si aspetterebbe un inguaribile romantico. Un sognatore. Certo, Gio Evan è anche questo, ma non solo. È tanto tutto assieme, perchè ha dentro di sè tanto e tutto assieme. Molti dei suoi lavori sono perle di dolcezza, ma in Sabota questa immagine viene, appunto, sabotata per, con un altro gioco di parole, parlare della sua bile.

Per non parlare di quanto Billy Eliot

Infatti, esattamente al verso sotto, Gio Evan riesce ad unire il provare affetto e la carogna rivolti contemporaneamente verso lo stesso desitinatario.

Vorrei lasciarti perdere ma vederti vincere

Un odi et amo di catulliana ispirazione servito magistralmente con un gioco di significati. L’amore non è solo rose e fiori, a volte è un vortice, che porta a perdersi. Si può voler bene a qualcuno, tanto da volerlo vedere vincere, ma al tempo stesso non volerne sentire parlare. Tra l’altro questa affermazione può essere rivolta dall’autore verso se stesso. Anela al successo, ma sa che per come è fatto lui rimarrà solo nel suo mondo creativo, trovandosi

Io contro vento, io contro tempo, contro me stesso

Ma quando l’autore maggiormente si sabota? Il Sabato. Il giorno per eccellenza in cui si esagera, in cui si festeggia e in cui più si lasciano quei freni inibitori che trattengono il vero io dentro ciascuno. D’altronde,

Lo so esagero, ma per me esagera chi non esagera

E ha ragione. Questo trionfo di mezzi di espressione di Gio Evan, l’abilità di affrontare tutta le sfera emotiva non è un’esageriazione. È semplicemente vitalità emotiva, che si tramuta in vitalità artistica. In Gio Evan semplicità ed esagerazione stanno e cadono assieme. È quanto di più lontano possibile dalla creazione a tavolino di un contenuto volutamente complicato per il semplice gusto autoreferenziale di farsi vedere complessi. Gio Evan, al contrario, esprime la complessità sua e di tutti i frequentatori del bar della vita con dei versi immediati, chiari e fruibili da tutti.

Gio Evan si e ci descrive

E siamo uomini freddi in locali fervi
Incapaci di baciare per quanto stringiamo i denti
Con i sogni a puttane, lo sguardo sugli attenti
Illuminano gli altri e se la vivono a fari spenti

e ci dà un consiglio. Lasciarsi andare il sabato.

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Andrea Predieri

Andrea Predieri: quello che ascolta. Musica, chiacchiere, ma raramente se stesso. Anagraficamente classe 1993, nel cuore 1850. Studia giurisprudenza ed è un curioso patologico. Questo lo porta a vivere in un susseguirsi di sogni in cambiamento.

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