La Divina e il Vate senza freni: Sono loro Stelio e Foscarina de “Il fuoco”

Noi di ROA abbiamo letto in anteprima “Il fuoco” e non abbiamo dubbi. Tutto, tutto fa pensare che il nuovo romanzo di D’Annunzio racconti dell’amore passionale e tormentato con la grande attrice Eleonora Duse.

Arrivano le prime critiche dagli ammiratori della divina.
Le suppliche di un amico: “non pubblicare il manoscritto”. In esclusiva la risposta dell’attrice.

Buongiorno lettori, come ogni martedì eccoci con la rubrica Il salotto mondano. Chiacchiere, pettegolezzi e gossip dal mondo. Qualche settimana fa sulla mia scrivania ho trovato una copia fresca di stampa de “Il fuoco” di Gabriele D’Annunzio.
Il romanzo racconta dell’amore tra Stelio, poeta geniale, “anima appassionata e veemente” e Foscarina, “grande attrice tragica”, sua musa ispiratrice. Così come nella vita reale però, la loro storia è tormentata e difficile. Vi è infatti una terza donna, la giovane cantante Donatella Arvale che attrae il poeta e lascia Foscarina in preda a disperazione e gelosia.

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Stelio vuole scrivere una grandiosa opera artistica in cui si fondano poesia, musica e danza, ma tra i vari ostacoli c’è anche l’amore spesso nevrotico e possessivo di Foscarina…
Immaginate l’espressione sul mio volto dopo aver letto passaggi come questo:

Lo punse il rammarico di non aver mai posseduta l’attrice dopo un trionfo scenico, ancora calda dell’alito popolare, coperta di sudore, ansante e smorta, con i vestigi dell’anima tragica che aveva pianto e gridato in lei, con le lacrime di quell’anima intrusa ancora umide sul viso convulso. Egli la vide in un lampo riversa, piena della potenza che aveva strappato l’urlo al mostro, palpitante come la Menade dopo la danza, assetata e stanca ma bisognosa d’essere presa, d’essere scossa, di contrarsi in un ultimo spasimo, di ricevere il seme violento, per placarsi alfine in un sopore senza sogni.

La stessa che avrete voi ora, non è vero? Il Vate non si smentisce mai!

Le atmosfere e l’immaginario del romanzo sono estetizzanti e decadenti, il paesaggio è fondamentale ed evocativo e lo stile d’impatto, fatto di aggettivi, descrizioni minuziose e richiami ai tragici classici. “Il fuoco” mi è piaciuto, vibra di euforia e grandezza, ma è crudele, non c’è altro modo per definirlo. Mette a nudo l’anima fragile e ferita della divina e ne offende l’età!!! Che mancanza di rispetto!

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La divina ritratta da Giovanni Boldini.

Una delle mie fonti mi ha confidato che un amico della divina l’ha scongiurata di non approvare la pubblicazione del manoscritto, ma sembra che lei abbia risposto: «conosco il romanzo; ho autorizzato la stampa perché la mia sofferenza, qualunque essa sia, non conta, quando si tratta di dare un altro capolavoro alla letteratura italiana: E poi, ho quarant’anni e amo».
Nonostante ciò, non sono mancate critiche da parte degli ammiratori della Duse.

Intanto, la Duse e D’Annunzio sembrerebbero ancora insieme… ma per quanto?

 

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