Raccontare l’Arte: “La fa la modella” di Ettore Tito

Mi guardava incuriosito e mi seguiva da Piazza San Marco. “Un malintenzionato!” pensai fra me e me. Aumentai il passo, andando verso Zattere. Dovevo tornare in fretta a casa, se no quell’uomo si sarebbe approfittato di me. Mi girai, continuava a seguirmi piano, a debita distanza.
Di questi tempi non ci si può mica fidare della gente, ne accadono di tutti i colori, soprattutto di notte, all’ombra dei lampioni accessi, nelle piccole calli, lontano dallo sguardo dei padri.
Continuai a camminare decisa senza più voltarmi indietro. A un certo punto qualcuno mi prese il braccio da dietro. Mi pietrificai e mi girai spaventata, quell’uomo mi teneva ferma. “Non ho mai visto una donna con più grazia di lei” mi disse. Non era delle mie parti, non l’avevo mai visto prima di quel momento. Arrossii e poi mi diedi un tono “E lei cosa ne vuole sapere di grazia?”. Lui sorrise, mi lasciò il braccio e con un lieve inchino si presentò “Mi permetta di presentarmi, sono Ettore Tito: pittore in cerca di fama a Venezia. Voglio ritrarla”. Mi guardai attorno e accennai un sorriso “Ah, lei è un pittore?” “Esattamente, signorina”. “Allora se è un pittore potrei anche pensarci”. Gli si illuminarono gli occhi e ci mettemmo d’accordo per qualche giorno dopo, sarei stata la sua modella. “Dove ci incontriamo?” “Proprio qui, signorina”. Sorrisi e me ne andai contenta, chissà le mie amiche come mi avrebbero invidiato. La loro Giugi, una modella! Magari di un pittore che sarebbe diventato famoso!
Qualche giorno dopo tornai e lo trovai proprio dove ci eravamo lasciati quella volta. Mi sedetti e mi ravvivai i capelli, lui mi guardò con aria interrogativa. “No signorina, cammini. Voglio ritrarre la sua grazia”. Rimasi un po’ incredula. Non voleva ritrarre il mio bel viso? Poi iniziai a passeggiare. Per giorni continuai a camminare avanti e indietro fino a che il dipinto non fu pronto. Che meraviglia! Che movimento! Non vidi più il signor Ettore, anche se so che divenne famoso in certi salotti veneziani. Chissà, magari il mio dipinto è in uno di quei salotti.

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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