Ancora più a fondo – Sei mesi dopo

Di tutti coloro che stanno leggendo queste righe sono sicuro che almeno l’85% ha un piccolo numeretto rosso che troneggia in cima ad una o più app di messaggistica; non perché si è appena ricevuto un messaggio (in tal caso vi scuso, leggete pure tanto non vado da nessuna parte) ma perché una o più conversazioni sono state messe in pausa o archiviate nel tanto misterioso quanto inesplorato regno del “Dopo”. Alcune tribù di umani preferiscono definirlo “più tardi” o addirittura “domani”, ma se gli studi di linguistica ci hanno insegnato qualcosa è proprio che c’è una buona probabilità che i nostri cervelli funzionino in modo se non uguale, almeno simile. Tutto questo c’entra con l’ultimissima graphic novel di Zerocalcare, Macerie Prime Sei Mesi Dopo perché Michele non solo continua la profonda esplorazione di sé stesso iniziata con il primo volume, ma va ad analizzare tutte le ruggini e le muffe che vanno accumulandosi quando una conversazione resta nel “Dopo” per troppo tempo.

Zzerocalcare - Macerie prime - ROA Rivista Online d'Avanguardia

Il sottotitolo del volume non è casuale ed è spiegato da un simpatico disclaimer in seconda di copertina, lo stesso che avete trovato nella sinossi di queste righe: questo articolo, come il libro di cui parla, sono progettati per essere letti sei mesi dopo il capitolo precedente perché nella storia sono effettivamente passati sei mesi dallo scioccante climax a cui siamo rimasti appesi, appunto, per sei mesi.
La profondità di questa storia continua a sorprendermi perché da dei “semplici” rapporti amicali in cui, in un modo o in un altro ci si ritrova, si arriva a parlare di temi importanti come il tempo, il rancore, l’egoismo e il senso di colpa. Lo stile grafico non ha bisogno di presentazioni, così come non ne ha bisogno quello narrativo: siamo nella Rebibbia di Zerocalcare, quasi una seconda casa per noi seguaci. Ma in sei mesi sono cambiate tante cose, soprattutto in peggio.

Zzerocalcare - Macerie prime - ROA Rivista Online d'Avanguardia

È qui che il Dopo fa sentire tutto il suo peso: dopo una discussione, un diverbio, una litigata o una domanda non è stata data risposta, non bastano sei mesi o un anno a far tornare tutto a posto. I problemi personali, di coppia o di gruppo non se ne vanno semplicemente ignorandoli e a volte qualcosa si può rompere di più aspettando che si aggiusti.
Il mostro del conflitto non si affronta da soli, e nel mare delle delusioni della vita i nostri legami sono quello che ci dà una speranza per sopravvivere da un giorno all’altro.

Come sempre i miei articoli sono spoiler free, ma invito chiunque abbia già letto il volume e si sta imbattendo in queste parole, a scrivere quello che pensa perché potrei non aver capito nulla, ma ho la sensazione che Michele stia parlando a moltissimi di noi. Nel mondo delle macerie prime (un futuro post apocalittico dove le paure e le crisi sono a caccia di ognuno di noi) qualcosa attende nell’ombra, attende che l’egoismo e la superbia avvelenino ogni membro del gruppo fino a farlo soccombere sotto le mazzate della vita, fino al punto in cui il menefreghismo raggiunge livelli tali da impedire ogni forma di comunicazione. Macerie prime e il suo seguito sei mesi dopo parlano proprio dell’io e degli altri, delle proprie aspirazioni e gli ostacoli del mondo:  ma soprattutto si soffermano sul valore delle persone che ci sono vicine, unica arma contro l’indifferenza. Quello che ho trovato veramente interessante è che Zerocalcare non fa pipponi morali, anzi, fa vedere quanto possa essere seducente lo sfanculo generale per liberarsi da infiniti accolli. La quiete, l’indipendenza e la ritrovata autonomia però riescono a soddisfare fino ad un certo punto; i nostri nonni dicevano che l’unione fa la forza e queste parole non potrebbero essere più vere nella società egocentrica in cui viviamo oggi, in cui la vera difficoltà è trovare un equilibrio. Darsi ad un progetto, un lavoro, o una persona completamente porta allo sfinimento dell’ego, isolarsi in sé stessa porta alla follia e al disperato bisogno di contatto umano. Il valore degli amici, delle relazioni, sta proprio nel bilanciarsi e nel trovare il giusto equilibrio tra noi ed il mondo.

Zzerocalcare - Macerie prime - ROA Rivista Online d'Avanguardia

Se la paginata di pippone vi ha comunicato qualcosa e non avete ancora letto l’ultima fatica di Michele Reich edita da Bao Publishing, andate alle presentazioni, prendetevi il libro e fatevi due chiacchiere con il buon vecchio Zerocalcare, ne uscirete con un sorriso e un volume fatto veramente bene. Una volta finito di leggere però tornate su queste pagine e ditemi se vi siete ritrovati nel viaggio interiore in cui verrete accompagnati, per me è stata un’avventura davvero speciale.

PS: a te grammar nazi chiedo scusa, ma la parlata e lo scritto vengono influenzati da un’inflessione romanesca piacevolissima dopo un libro di Zerocalcare per cui, per citare il maestro, posso dirti solo una cosa: stacce.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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