C’era una volta una bambina di nome Teresa, che viveva in un villaggio sperduto fra i monti. Gli abitanti del villaggio credevano che fosse una bambina con un’immaginazione particolarmente fervida. Fin da quando aveva imparato a camminare, era solita scorrazzare per le foreste e sulle rive del lago, dove diceva spesso di incontrare il Popolo Nascosto¹. Un giorno il padre le diede il compito di curare i pochi animali che possedevano, un paio di mucche e altrettante capre: Teresa li portò in un bel prato fresco a pascolare e poi giù fino al lago. Qui, mentre sedeva su una roccia a godersi il tepore di fine estate, sentì un grido di aiuto e vide un bambino in acqua, che rischiava di affogare. Non esitò a gettarsi tra i flutti e a salvarlo. Tuttavia, quando il bambino fu salvo sulla riva, esplose in una beffarda risata e scomparve all’improvviso. Solo allora Teresa si accorse che anche il bestiame era svanito nel nulla.

Quando tentò di spiegare al padre che era stato il Popolo Nascosto a rubarle gli animali e che lei aveva dovuto salvare un bambino dall’annegamento, si prese solo insulti e botte. In effetti erano una famiglia alquanto povera e perdere quelle poche bestie significava non avere speranze di sopravvivere all’inverno imminente. In un estremo attacco di collera, il padre la cacciò di casa intimandole di non tornare fino a che non avesse ritrovato gli animali, prima del sopraggiungere del gelo.

Un giorno Teresa si fermò a mangiare un tozzo di pane accanto a un limpido ruscello. All’improvviso spuntò un pesce che le disse: “Bambina cara, l’inverno sta per arrivare e senza cibo morirò, lasciami un po’ del tuo pane, ti prego!”. La bambina, che aveva un gran cuore, diede tutto il suo cibo al pesce, che le disse: “Sei stata molto gentile con me e per questo ti aiuterò a trovare i tuoi animali: sulla cima di quel monte abita una spaventosa trollessa, che rapì la principessa del Popolo Nascosto. Va’ da lei e, prima che tenti di mangiarti, offrile questo anello in cambio della vita della ragazza”. E le porse uno splendido gioiello finemente cesellato. “Il re ti sarà riconoscente e ti darà un grande dono”.

Teresa fece ciò che il pesce le aveva consigliato. Giunta presso la grotta della trollessa, prima che questa la divorasse gridò: “Sono venuta per proporti uno scambio: so che tieni una fanciulla come prigioniera. Come avrai visto, è molto magra e non potrebbe saziare un essere grande come te. Se me la consegni, ti darò questo splendido anello in cambio”. Si sa che i troll sono esseri stupidi e cocciuti, oltre che avidi, e la trollessa non faceva eccezione: accettò lo scambio, ma appena indossò il gioiello si pietrificò all’istante. Teresa liberò la fanciulla e si fece condurre, attraverso sentieri ignoti, presso suo padre, il re del Popolo Nascosto. Quando costui rivide la figlia, scoppiò in lacrime e disse a Teresa che le avrebbe dato qualunque cosa la bambina avesse desiderato.

“Vorrei soltanto avere indietro le mie due mucche e le due capre, chiedo solo questo”. Il re rimase sorpreso dall’umiltà della richiesta e, per premiarla, fece comparire un’intera mandria di mucche, grasse e sane, e un’intero gregge di capre da latte ben nutrite. Poi tutto il Popolo Nascosto, la principessa e il re svanirono nel nulla.

Quando tornò a casa fu accolta con grandi feste dal padre, che si scusò per il suo comportamento. Gli animali avuti in dono dal Popolo Nascosto resero Tesera e la sua famiglia ricchissimi per tutta la loro vita e, finché Teresa visse, prima di ogni inverno, continuò a portare una pagnotta al buon pesce che l’aveva aiutata.

¹ Nel folklore islandese, col nome di Popolo Nascosto, si designano gli elfi. Sono creature che possono risultare, a loro piacimento, benigne o maligne per gli esseri umani.

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