Il Bernini della Banlieue

L’arte del mimetismo non se la sono inventata gli umani: da milioni di anni decine di migliaia di animali usano forme e colori per proteggersi da predatori e pericoli naturali. Noi umani però, siamo riusciti a ribaltare completamente anche questo.

Per spiegare di cosa sto parlando, devo prima raccontarvi dell’esistenza di un luogo mitologico il cui solo nome fa rabbrividire ogni editore grande e piccolo: La Costola. Quando entrate in libreria e trovate innanzi a voi dei tavoli pieni di bellissimi libri, dovete sapere che non sono lì per l’esperienza e la passione del nostro amato libraio di paese, ma perché gli editori pagano una non indifferente somma di denaro affinché l’attenzione di chi entra sia convogliata su questi tavoli e sui loro nuovi e profumatissimi titoli.

Non ho nulla contro tutto questo, nel mondo social è inevitabile che la risorsa più preziosa di una libreria sia l’attenzione di chi entra, ma oggi vi voglio parlare di quello che succede ai libri una volta finita la loro vita sotto i riflettori dei grandi tavoli all’ingresso. Entriamo così nel mitologico regno della costola, ovvero tutte quelle lunghe scaffalature di titoli, divise per genere, che di solito non si ha voglia di scrutare quando abbiamo bisogno di un titolo specifico e per cui si va a importunare il libraio. Incubo assoluto degli editori perché assolutamente lontane dagli occhi disattenti del consumatore casuale, ma regno di caccia prediletto per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso o semplicemente più vecchio di 6 mesi.

I Quattro Fiumi - Vargas - Baudoin - Roa Rivista Online d'Avanguardia

Qui possiamo ritornare al discorso della mimesi attuata da niente meno che Einaudi che, nella sua collana di giallistica ha nascosto un piccolo gioiellino.
Dopo ben 1713 caratteri dall’inizio di questo articolo posso finalmente parlarvi de I Quattro Fiumi una graphic novel scritta da Fred Vargas e disegnata da Baudoin. Per chi non la conoscesse, Fred Vargas è una giallista francese molto rinomata che, in Italia e in Francia, ha fatto il proverbiale botto ed è diventata garanzia di storie avvincenti e mai scontate. Edmond Baudoin è, invece, un talentuoso disegnatore e sceneggiatore di fumetti francese con all’attivo un fiume di china lungo 40 anni: la ricetta per un ottimo lavoro.
I Quattro Fiumi, infatti, si presenta esattamente come un classico libro giallo di Einaudi: copertina accattivante con immagine a tutta pagina, titolo bianco e autori in neretto: un mimetismo che ha ingannato anche il sottoscritto. Mi sono imbattuto in questa graphic novel, infatti, cercando un regalo per un appassionato di gialli e soprattutto di Fred Vargas e sono caduto nella trappola di Einaudi che, dall’alto del suo blasonato catalogo, riesce a proporre delle opere a fumetti veramente di pregio.

I Quattro Fiumi - Vargas - Baudoin - Roa Rivista Online d'Avanguardia
Bisogna fare menzione anche dell’edizione, curatissima e ben fatta nella stampa e nella rilegatura che si fa pagare 17 euro, ma posso garantire che ne vale la pena.

La storia inizia nella banlieue parigina con due ragazzi che, come tanti, sopravvivono grazie a piccoli furti, Ma tutto comincia ad andare storto quando derubano la persona sbagliata.  Una borsa, un omicidio, un sacchetto di denti umani e una fiala di sangue rappreso tormenteranno Gregoire, uno dei due ladri, e il commissario Adamsberg, l’amato detective “spalatore di nuvole” della Vargas. In fuga da un pericoloso killer i due diventeranno improbabili alleati per catturare un pazzo assassino che tormenta la carriera del detective: l’Ariete.

Una parola, anche se ci vorrebbe un intero articolo, va spesa per parlare del disegno di Baudoin: un protagonista di molti libri come il detective Adamsberg che improvvisamente si ritrova in un fumetto non è un’impresa facile perché bisogna confrontarsi con l’immaginazione di decine di migliaia di lettori.

I Quattro Fiumi - Vargas - Baudoin - Roa Rivista Online d'Avanguardia

Il disegnatore riesce in questa impresa grazie ad un’infinità di tratti che sembrano scolpire la carta piuttosto che colorarla, impressioni di china che non delineano mai una figura ma riescono sempre a dare al cervello quella quantità di dettagli sufficente per reimmaginarsela. Per leggerlo al meglio posso solo suggerirvi di correre: divorate le vignette e guardate i disegni solo con la coda dell’occhio. Il fumo che avvolge il mistero ritorna nei ritratti di Baudoin e il movimento forsennato di una caccia all’uomo lascia i panorami sprovvisti di linee decise e marcate sostituite da tratti di pennello veloci e fugaci.
I sobborghi parigini fanno da cornice ad un’avventura avvincente, emozionante e che non manca del solito umorismo francese; lasciatevi ingannare dalle vesti di questo libro e non sarete delusi dalla bellissima graphic novel che custodisce.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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