La scioccante notizia ha fatto il giro del mondo ancor prima di esser stata accertata. Questa mattina, purtroppo, tocca a noi di ROA – tristi e addolorati dietro le nostre scrivanie in marmo nella sede centrale di via Montenapoleone – darvene conferma. Allo scoccare della mezzanotte, ieri, la nota scrittrice, giornalista culturale, stella di Hollywood, nonché colonna portante della rivista, Elisa Carini, è stata trovata nel suo attico in Garibaldi priva di vita, a terra, con addosso una vestaglia da notte e tra le mani un calice di quello che la scientifica, un po’ perplessa, ha rivelato essere caffè americano estremamente zuccherato.

Elisa era in procinto di vedere sul grande schermo l’ultimo capitolo della sua trilogia Harmony storica ed erotica “La schiava del faraone”, capolavoro letterario che la nostra Silvia S. ha avuto il privilegio di leggere e recensire entusiasticamente e che ha causato nell’antichista Nicolas C. selvaggi batticuori (nonché tre nomination agli Oscar di quest’anno). Elisa trascorreva le sue giornate a scrivere, leggere, guardare serie tv e lamentarsi, scorrazzando per le strade della sua Milano tra un aperitivo e l’altro. Era circondata da tanti amici, ma si fidava ciecamente solo di pochi di loro. “Uno di loro, colui che spettegola con te, ti tradirà”, le aveva detto la medium da cui si recava settimanalmente con gli occhi rovesciati…invece no, Elisa è inciampata nello strascico della vestaglia, mentre correva in cucina, dove aveva dimenticato la sua fetta di torta. C’è però, anche chi parla di una morte simulata, vista l’impossibilità per Elisa di condurre una vita normale, sempre inseguita com’era da paparazzi e fans accaniti. Le prove a favore di quest’ultima teoria sarebbero alcune foto dalla dubbia provenienza scattate in Messico che la ritraggono mezza ustionata in una spiaggia mozzafiato (ma non tanto quanto lei). Nel cassetto della sua scrivania fucsia è stato trovato un telefono prepagato e una lettera scritta di suo pugno: “Ricordatevi di mettere le foto del profilo con i bordi arrotondati”, ha scritto la Carini, “e i margini giustificati. È stata una bella avventura, ROA, magari un giorno ci rincontreremo. XOXO”.
A noi di ROA, comunque, cara Elisa, non resta che augurarti una buona continuazione. Che tu sia in Messico a picchiarti con qualcuno perché è stato fatto un commento maschilista o sotto le coperte a piangere per il finale di Dawson’s Creek, che tu stia scrivendo uno spin-off de “La schiava del faraone” o, magari, morta per davvero nella tua vestaglia leopardata… noi ti penseremo sempre.

 La redazione di ROA

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La rivista sospende la pubblicazione per le prossime due settimane, vista l’impossibilità di lavorare, distrutti come siamo dal dolore.

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