Dunque, Le brave ragazze si ribellano è un libriccino piccolo piccolo, pubblicato da Centauria e scritto da questa giovane blogger e attivista francese, Emma (per informazione, il suo blog lo trovate al seguente indirizzo: https://emmaclit.com/ )

Mi sono imbattuta casualmente in questo lavoro che si legge davvero nell’arco di una pausa pranzo e che offre importanti spunti di riflessione.

Allora, Emma racconta, attraverso la modalità fumetto, alcune situazioni nelle quali le PERSONE subiscono di fatto discriminazione.

E grazie, direte voi.

Il solito argomento, trattato dalla solita femminista agguerrita.

In realtà la forza di questo libro è proprio tutta qui.

Le brave ragazze si ribellano non è retorico.

Come si fa a non esserlo o a non diventarlo?

A mio avviso, partendo dal nostro piccolo, scrivendo di ciò che realmente conosciamo perché l’abbiamo toccato con mano e non generalizzando mai.

Emma racconta di cose vissute da lei, o da persone che hanno parlato con lei e le hanno raccontato la loro storia. Ecco quindi la storia di C., giovane donna che, prossima al parto, decide di firmare un foglio che nega il proprio consenso alla pratica dell’episiotomia. E niente, l’episiotomia gliela fanno ugualmente, anche se nessuno era in pericolo di vita.

Oppure la storia di Adama Traorè, 24anni, ucciso per mano della polizia nel luglio 2016 dopo un semplice arresto.

Emma racconta, illustra, mostra.

Mostra alcune realtà che ci circondano (impossibile non pensare a Stefano Cucchi leggendo la storia di Adama, o a Federico Aldrovandi), alcuni atteggiamenti (piú o meno criminali) nei quali le persone vengono messe in condizione subordinata, ingiusta, discriminatoria, perché donne, perché nere, perché povere.

Non sempre le grandi lezioni arrivano dai grandi tomi.

Le brave ragazze si ribellano offre a tutti noi un piccolo stralcio di tempo per riflettere e capire in quale mondo viviamo e, magari, perché no, correggere un pochino il tiro.

Chissà che qualcosa non cambi davvero.

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