Raccontare l’arte: Capolavori dal Philadelphia Museum of Art, “Les Grands Boulevards” di Renoir

Primavera 1875, Parigi.

Georges arrivò a metà pomeriggio. L’aria frizzantina invitava ad una lettura all’aria aperta, così colse al volo l’opportunità di unire l’utile al dilettevole. Si sedette alla solita panchina vicino al lampione – che offriva una splendida visuale su tutto il viale – e al rivenditore di giornali lì accanto, che gli permetteva al contempo di nascondersi agevolmente dagli sguardi sospettosi.

“Troppo forte, madame?”
“Giusto un poco Alfred, così rischio di perdere il copricapo.”
La donna respirò a pieni polmoni, sfoggiando uno dei suoi sorrisi più malinconici. Chi non era di Parigi era facilmente riconoscibile, lo si notava assaporare l’aria in modo diverso, più attento, si sarebbe detto, quasi con devozione.
Si trattava di Clotilde. Indossava ancora lo stesso cappello di quella mattina, ma a prima vista parve meno soddisfatta rispetto a qualche ora prima. Alfred non le diede granché retta ed il copricapo si mosse leggermente, quel tanto che bastava per distrarla dalla sua malinconia. Scorse così Duroy, sorrise come se i loro occhi si fossero già detti parole intime e segrete.

Georges la vide con la coda dell’occhio, spostò velocemente lo sguardo ma subito finse di immergersi nella lettura, quel tanto che bastava per dare il tempo a Rachel di attraversare la strada, insieme al marito, e non rischiare così un incontro di sguardi che si sarebbe rivelato imbarazzante, almeno per lui.
Rachel era stata la sua prima notte di passione a Parigi. Fu scelta per caso, senza rifletterci, sancendo così quella che per Georges sarebbe stata un’eterna condanna. D’ora in avanti avrebbe sempre evitato il suo sguardo, non avrebbe potuto mettere a repentaglio il suo progetto a causa di una donna qualunque, nonostante i capelli dorati, nonostante gli occhi cristallini, nonostante il profumo diventato ormai un’ossessione. Di me, non si resta mai innamorati a lungo. Erano state le ultime parole che lei gli aveva detto. Ora avrebbe voluto fermarla e spiegarle quanto si fosse sbagliata, quanto lei fosse presente in ogni sua giornata da un anno a questa parte.

“Aspetta da molto, Bel Ami?” Urlò la donna dalla chioma ramata dall’altro lato della strada. La giovane riuscì a stento a trattenersi dall’attraversare la via e finire così sotto la carrozza di Clotilde, tuttavia non sarebbe stata una grave perdita per Georges. Egli era così distratto dai suoi tormenti interiori, poi alzò lo sguardo e vide Virginia.
La donna sarebbe stata la conclusione della sua giornata e l’inizio di quella seguente, perché si sa che le persone più importanti a Parigi non sono gli uomini ma le loro mogli.

Racconto di Sara Ghisoni

Ispirato a Bel Ami di Guy de Maupassant

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