Montagne russe: cosa succede quando due sconosciuti si incontrano in un bar a Parigi?

Pierre e Juliette si sono appena incontrati e sono già sul divano a casa di lui, chiacchierano bevendo champagne per scaldare l’atmosfera.

Pierre è un uomo sulla cinquantina, forse qualcosina in più, mentre Juliette è una ragazza giovane sulla trentina, molto affascinante. Lei non lascia trapelare nulla della sua vita e del suo passato. Ci sono tutti i presupposti perché la piacevole serata si concluda con dolci effusioni. Ma improvvisamente l’atmosfera cambia quando emerge la realtà della vita di Pierre: un figlio e una moglie in montagna.

Lo spettacolo si trasforma da semplice commedia in un vero e proprio giro sulle montagne russe, sia per Pierre che per gli spettatori. Avviene una vera immedesimazione in Pierre da parte del pubblico, anche il pubblico inizia a sentirsi  con le spalle al muro a causa delle domande incalzanti di Juliette. La ragazza inizia a prendersi gioco di lui, passando da un’identità all’altra e riuscendo ad ingannare sempre il pubblico. Pubblico che parte scettico ma ogni volta pensa che sarà l’ultima identità della ragazza e che bisogna crederle.

Fra battute sottili, gag comiche e un uso magistrale dei tempi comici lo spettacolo riesce a portare su e giù lo spettatore che ride, con imbarazzo o di gusto, si innervosisce per la sfrontatezza di Juliette e per la sua insistenza fino a poi capire cosa c’è dietro tutto questo gioco delle parti e commuoversi insieme ai due protagonisti.

È difficile non raccontare più del dovuto rispetto ad uno spettacolo come questo, in cui la trama è costruita sui dialoghi e pochissimo sull’azione, in cui la trama è il cardine, il mistero da risolvere. Il bello dello spettacolo sta nel viverlo insieme ai protagonisti e nell’arrivare impreparati per apprezzarlo pienamente. È uno spettacolo da scoprire, in cui la commedia si fonde e si alterna con il dramma psicologico.

Sul palco avvengono poche azioni e non ci sono cambi di scena, i protagonisti rimangono sempre nel salotto di Pierre a parlare sul divano. A volte si alzano, accennano ad andarsene, si indignano e si risiedono. È uno spettacolo che si basa esclusivamente sulla tensione tra i due protagonisti, tensione che parte da quella più fisica fino ad arrivare a tensioni di tipo psicologico. Pierre, l’uomo sposato che per una sera non è in servizio, viene manipolato e raggirato dalla giovane Juliette. Ma perché Juliette si trova con Pierre? È un incontro che è stato frutto del caso o era stato tutto previsto dalla giovane donna?


DI ERIC ASSOUS – REGIA FABRIZIO VISCONTI – CON ROSSELLA RAPISARDA, ANTONIO ROSTI – SCENE MARCO MUZZOLON – COSTUMI MIRELLA SALVISCHIANI – DISEGNO LUCI FABRIZIO VISCONTI – MUSICHE ORIGINALI MARCO PAGANI -UN PROGETTO LA GARE – COPRODUZIONE ARTERIE C.I.R.T.

Lo spettacolo è ancora in scena al Teatro Litta fino al 25 marzo
da martedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30
Durata: 1 ora e 30 minuti

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Valeria Pagani

Quella che fa cose. Nata a Milano nel 1995, vive e lavora tra le Colonne di San Lorenzo e Festa del Perdono. Ama il teatro e avere sotto controllo tutto (non sempre ci riesce).

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