Mi dicevano che vivevo d’espedienti, che ero un fannullone.

Io che di notte camminavo per sentieri di ciottoli e terra, con il mio bastone che mi sorreggeva durante le folate di vento d’inverno.

Nella mano destra un macigno, il peso degli anni che mi portavo addosso e che non volevo più indossare.

D’improvviso tutto finì mentre mi conducevo per nuovi sentieri di ciottoli e terra.

Non lo realizzai subito. Ma quando capii che tutto stava per finire, e la luna continuava a illuminarmi il cammino, mi resi conto che avevo il cielo dentro e che non ero un semplice fannullone.

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