Ci sono fumetti che sono come un buon calice di vino, altri come una “cochina”  bella fresca e poi c’è Kids with guns di Capitan Artiglio, l’equivalente fumettistico del moonshine di Uncle Yosemite. Una trama, un’ambientazione e dei protagonisti che posso solo definire esplosivi in un concatenarsi di eventi che non permette a chi legge di staccare gli occhi dal bellissimo volume (di cui mi sono accaparrato la versione variant) edito da Bao; ma andiamo con ordine.

Kids with guns - Roa Rivista Online d'Avanguardia

Alieni, dinosauri, magia e il vecchio west sono parole che potrebbero comparire, nella stessa frase, solo nel resoconto di un viaggione di quelli belli, ma Capitan Artiglio è riuscito a controbilanciare questi elementi così lontani in un mix che non risulta mai forzato e che, con la giusta quantità di spiegazioni ben distribuite nella narrazione, risulta piacevolmente alieno e soprattutto incredibilmente avvincente.
I canoni del western classico ci sono tutti: i banditi, i cacciatori di taglie, i ranger corrotti e il colpo in banca ma, al posto dei cavalli, cavalli, ci sono raptor e carnotauri; di sicuro non siamo sulla Terra e la magia di un popolo sterminato dai crudeli colonizzatori rivive proprio nei nostri banditi protagonisti. Io, come sempre, non vi anticiperò nulla della trama perché la leggenda dei fratelli Doolin (i protagonisti) può essere raccontata solo intorno ad un fuoco, non certo tra le pagine di questa rivista.

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Vi posso invece parlare del disegno del Capitano e di come riesca a catturare l’attenzione rapendo l’immaginazione con intere pagine, veramente espressive, di solo disegno. Per motivi a noi ignoti, una delle protagoniste non parla e per questo la sua gestualità, dal guardare la tv, alla sparatoria in sella ad un carnotauro, è il nostro unico modo di conoscerla e per la fine del volume posso assicurare che vorrete un nuovo membro in famiglia. Ho apprezzato anche l’uso dei colori, molto vivi e pieni; le terre del deserto e le squame dei sauri convivono bene. Il tutto è immerso in una dimensione onirica, origine della magia della civiltà perduta, sui toni del verde e del viola.
Una nota di merito va anche aggiunta al fattore “creazione dell’universo”; mi spiego meglio. Ogni volta che mi imbatto in una storia ambientata in un mondo o in un tempo che non è il nostro, mi ritrovo quasi sempre davanti due tipi principali di introduzione dello stesso: uno “spiegone” iniziale da imparare a memoria per comprendere quello che succede nelle pagine o nei minuti successivi o la spiegazione progressiva; e Mr. Artiglio ha chiaramente optato per questa variante. Tutto e subito non ci piace, e soprattutto siamo consapevoli che questo non è che il primo volume della saga, per cui pillole di spiegazione, portanti a livello narrativo, sono sparse per la narrazione in modo davvero piacevole, riuscendo quasi a prevenire le domande che sorgono spontanee nel lettore.

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In questa avventura ho trovato un piacevole mix di vecchio e nuovo dal punto di vista grafico e narrativo, ma soprattutto una storia che ho divorato tutta d’un fiato e che rileggerò più e più volte. Trovo davvero indispensabile una seconda lettura per apprezzare al meglio come un singolo momento d’azione, scorso veloce alla prima lettura, sia stato fermato dai disegni di Capitan Artiglio e come, in un infinita serie di fotogrammi che la tua mente immagina, siano presenti sulla carta proprio i più significativi.
Kids with guns è stata la mia prima “vittima prescelta” di questo cartoomics 2018 e sono rimasto davvero molto soddisfatto da questo primo capitolo così diverso, unico e soprattutto ben fatto, per non parlare della piacevole conoscenza che ho fatto del suo autore disponibilissimo ad una dedica davvero apprezzata da tutta la redazione.

Vi do appuntamento a domani con Un romantico a Milano di Sergio Gerasi per rituffarci tra le atmosfere della nostra cara città.

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