Non esiste la formula corretta per scrivere un buon libro.

Sappiamo, però, che per scrivere un buon giallo abbiamo necessariamente bisogno di un commissario, di un assassino e di una o più vittime.

Bisogna trovare un’ambientazione che abbia un ché di affascinante.

Se doveste ambientare un giallo in Italia, dove lo ambientereste?

Abbiamo la Sicilia descritta da Camilleri, la fredda Aosta raccontata da Manzini, la Napoli aristocratica di De Giovanni.

E adesso abbiamo anche il Friuli narrato da Ilaria Tuti.

Ilaria Tuti è una scrittrice alla sua prima opera, Fiori sopra l’inferno, pubblicata da Longanesi e già alla seconda ristampa.

Un giallo che sicuramente prende ispirazione dai caposcuola nordici, ma che riesce fin dalle prime pagine a mostrare uno stile personale e una storia ben articolata.

Che dire, fino alla fine il lettore non riesce a inquadrare del tutto la vicenda. Forse perso anche lui nel freddo inverno del paese di Travenì, un paesino immaginato dalla scrittrice che però riprende in maniera realistica la vita e la morfologia dei paesi di frontiera friulani.

La storia mette in gioco più temi e sarebbe un peccato svelarvi nel dettaglio come si articolano le indagini.

Sappiate, però, che la protagonista è il commissario Teresa Battaglia, una donna di mezza età, corpulenta e cinica, ma al contempo con un forte istinto materno.

Perché questo giallo non parla solo di assassini e indagini, ma scava nel profondo, intreccia il graduale svelarsi dei segreti di Travenì con insicurezze, debolezze e ragionamenti sulla maternità, sull’autorità, sulla difficoltà di farsi valere, sempre.

Ma parla anche di amicizie forti, delle amicizie dell’infanzia. È un continuo scavare all’interno dell’animo umano, ma soprattutto delle dinamiche fra gli uomini. Le dinamiche del branco. Il cameratismo. La chiusura di un paese che non vuole essere violato e svelato da un commissario forestiero.

Non lo classificherei come un libro femminista, perché sarebbe fuorviante. È un libro con una protagonista donna che va oltre gli stereotipi.

Teresa Battaglia è una donna come potrebbe esserlo nostra madre, la nostra amica di una vita. È una donna vera, con debolezze, paure e con un fisico che la rende insicura. Ma al contempo è forte, combatte e non si arrende.

Fiori sopra l’inferno è un libro che parla a tutti. E che riuscirà a far commuovere tutti. È un libro che stravolge, che inganna e depista in maniera elegante.

Ed alla fine resterete affascinati e vi chiederete insieme al commissario Battaglia: chi è la vera vittima?

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