Ti piace quello che vedi? #like4like

La penna di Marco Rincione e i disegni di Francesco Chiappara (in arte Prenzy) ci catapultano in un mondo distopico, crudo e senza pietà dove il Like, il mi piace, e il piacere regnano sovrani.
Tre storie per indagare il mistero dei social oggi e le paure che questi portano per il domani, in cui la critica non smette mai di fondersi con la sottile documentazione della realtà, soprattutto italiana, della condivisione.
Come mai questo fumetto proprio nel giorno dei single e come mai una copertina così forte?

#Like4like ROA Rivista Online d'Avanguardia

L’immersione nella nostra distopia quotidiana inizia proprio qui, da una copertina senza la quale so che molti non sarebbero qui. Prima di una storia a fumetti, questo volumetto edito da Shockdom, è un’indagine. L’introduzione dello sceneggiatore, Marco Rincione, è illuminante: per chi sono i contenuti che quotidianamente mettiamo su Facebook, Twitter, Instagram e chi più ne ha più ne metta? Forse sono per gli altri, ma allora i like non si spiegano. No, sono tutti per noi, una gigantesca vetrina dove mettere in mostra noi stessi, le nostre idee, i nostri pensieri e il nostro corpo per quel minuscolo pollice blu (o sue iterazioni animate) che ci riempie così di gioia e che ormai per decine di migliaia di persone rappresenta il pane quotidiano. Le storie a fumetti raccontano proprio questo, il piacere e il piacersi entrambi subordinati costantemente al giudizio degli altri.
La prima storia ruota intorno al sommo crimine dell’autolike, metafora proprio di questa costante negazione di autostima e della altrettanto costante ricerca di approvazione nell’altro. La seconda affonda ancora di più nel piano di un futuro non troppo lontano in cui i Like sono tutto: merce di scambio, moneta e soprattutto tempo. Ispirandosi al film In Time infatti, il like diventa qui sinonimo di vita: 1 like= 1 giorno di vita e i due protagonisti dell’ultima storia faranno di tutto per non morire schiacciati da questo folle sistema.

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Sotteso all’intera opera è proprio il tema della copertina: questa inquadratura tipica dei film pornografici che fa emergere un lato ancora più perverso dei social: l’esibizione del corpo. Nelle foto profilo, negli atteggiamenti e soprattutto nella sfrenata caccia al like permane una sessualizzazione costante, in particolare del corpo femminile, che purtroppo, fa sempre audience.
#Escile potrebbe essere la salvezza dei nostri protagonisti, ma la dignità non si può subordinare ad alcun indice di gradimento, almeno finché le cose non precipitano.
Questo non è un fumetto d’azione, gli avvenimenti sono pochi, i colori ben dosati soprattutto per mettere in evidenza il filtro di abbellimento che noi stessi dobbiamo imporci quando appariamo sui social. Le foto profilo sono assolate e luminose e le dirette rendono verdeggiante il più squallido dei parchi perché un like significa sopravvivenza. Imparando, pur nella brevità delle storie, a conoscere i protagonisti ci accorgiamo che la realtà social è tanto inevitabile per loro (da cui dipende la loro stessa vita) quanto lo è per tutti coloro che sono inconsapevoli del meccanismo in cui sono coinvolti.
Dopamina a ciclo breve è il nome tecnico del processo: piccole e piacevoli esperienze per garantire dai 2 ai 60 minuti di fuga all’utente in qualunque contesto egli si trovi per cui i social permeano non solo le pause caffè e i break ma diventano anche una via d’uscita da contesti o situazioni indesiderati, tutto per avere un assaggio in più di felicità su schermo.

#Like4like ROA Rivista Online d'Avanguardia

#Like4like non è solo il titolo dell’opera, è il simbolo di quello che ormai, soprattutto con il sistema dei followers su Instagram, è un commercio di attenzione, di apprezzamento e di preziosi momenti di felicità; una lotta per guadagnare attenzione e non solo: non dobbiamo mai dimenticare che le nostre care piattaforme di condivisione sono compagnie altamente for profit e facilmente sfruttabili dai più disonesti individui (e spesso anche nazioni: basta guardare l’attualità con il Russiagate e infiniti altri esempi) per influenzare meccanismi ben più grandi delle nostre pause caffè.

Ultimo tema trattato dall’opera, ma non ultimo per importanza, è quello del famoso 1 like= 1 amen, ennesimo meccanismo per attirare l’attenzione usato da moltissime pagine con un target ben preciso sfruttando ancora una volta l’incoscienza e l’inconsapevolezza di chi non comprende fino in fondo le implicazioni della propria presenza sui social.
Questo mondo, per quanto non eterno, non è destinato a scomparire tanto presto e, a onor del vero, ad oggi rimangono tutte quelle funzioni che, al loro lancio, ci hanno fatto così ben sperare come la connettività, la quasi totale libertà di espressione e la possibilità di creare canali informali di comunicazione pressoché con chiunque. Con il passare del tempo queste piattaforme si sono evolute e così dobbiamo fare anche noi, armarci di quegli strumenti critici indispensabili a riconoscere chi di questo mondo vuole abusare; date una possibilità a #Like4like e rivedrete, tra le righe e le vignette, un messaggio di avvertimento molto importante.

Qualcosa si può ancora fare, facciamolo.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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