Raccontare l’arte: Frida Kahlo, “Raìces”

Sento il mio corpo mutare e le mie ossa stirarsi e annodarsi tra le mie carni. È la terra dura su cui giaccio che mi chiama. Attira il mio scheletro verso di sé, cerca di risucchiarlo avida, di strapparlo all’abbraccio della mia carne. E io mi arrendo all’imperativo delle pietre e della sabbia, al richiamo di questo suolo che mi ha sempre accolta e sempre mi accoglierà. Il corpo è debole, fragile. Io non lo sono. Muterò pelle ma non anima.

Non c’è nulla intorno a me, silenzio e desolazione. E pace. Le mie membra tremano e si allungano, si biforcano. C’è fatica nella trasformazione, ma non dolore. È necessario cambiare per esistere e la vita è comunque sofferenza, anche nell’immobilità. Dunque cambio.

Le mie vene abbandonano il sangue per riempirsi di linfa, le mie orecchie già non sentono più le parole dell’uomo. Il capo che il mio braccio sorregge già non è più occupato dalle cose del mondo. La terra chiama sotto di me, un canto ancestrale che solo ora sono in grado di comprendere, a cui sono pronta a rispondere.

La colonna vertebrale si è inspessita, i fasci di nervi che mi muovono si biforcano e si tendono verso il terreno. L’appartenenza a un luogo è ciò a cui anelo, l’essere quietamente parte di qualcosa. Mi sto ancorando a questo deserto pietroso, il mio corpo radice e la mia anima libera.

Le costole si allungano e l’arancio del mio abito sbiadisce nell’ocra della terra. Fremo. Non c’è sofferenza. Io muto e dismetto la mia carne umana, abbandono il dolore dell’uomo e della donna, scrollo dalle mie spalle affaticate la gioia, la perdita, l’amore, la corsa e l’immobilità. Io cambio.

Nulla significherà allora il tempo, e nulla la morte. Neppure la vita significherà, la vita sarà ciò che ero e sempre sarò, senza domande. Apparterrò alla terra e a lei ritornerò quando sarà tempo di mutare ancora. Mi ergerò forte e salda su questa terra brulla, le mie radici saranno costanti e profonde.

Nasceranno tralci dalle mie ossa e fiori dalle mie carni. Io vivrò.

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Claudia Campana

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