Raccontare l’arte: Frida Kahlo, “El venado herido”

In una terra lontana scottata dal sole, in un tempo che non ci è dato sapere, viveva una creatura metà umana e metà animale. Aveva occhi come mandorle e capelli corvini, la pelle d’ambra e due grosse corna prominenti. Si diceva che un tempo fosse una bellissima dama, con mani e collo coperti d’oro e gemme preziose ed i fianchi e le spalle avvolti in sete pregiate. Prima che i suoi arti venissero per magia trasformati in zampe e zoccoli e che le sue orecchie si allungassero, appuntite e coperte di pelo, pare vivesse in un castello sontuoso, pieno di domestiche, servi e ogni tipo di comodità.

Un mattino, mentre passeggiava immersa nella natura, osservata da iguane silenziose e pappagalli colorati, incontrò un uomo intento a cacciare cervi. Voglio le loro corna, disse l’uomo brandendo un grosso arco, voglio le loro corna e le loro pellicce per farne preziosi doni da regalare a lei, Señora. La bella dama, lusingata dal corteggiamento appena ricevuto e accecata dalla vanità, incitò con passione l’ammaliante cacciatore ad uccidere per lei il cervo più bello di tutto il bosco. Il più agile e snello, con il pelo lucido e le corna maestose. In cambio, lei avrebbe organizzato nel suo palazzo una ricca cena in suo onore. Udite quelle parole, gli spiriti dei boschi decisero di vendicarsi: da quel momento, per le prossime cento lune piene, la donna sarebbe stata costretta a fuggire dalle frecce dei cacciatore, a nascondere la propria bellezza dagli sguardi dei bracconieri. Fu trasformata in un cervo leggiadro dalle zampe sottili e snelle, dal manto elegante e le corna importanti. C’è chi dice che si risvegliò dopo cento lune ricoperta di fiori e ampie foglie avvolgenti, e che diventò una sacerdotessa degli spiriti dei boschi, protettrice di tutte le creature. Altri raccontano che fu trafitta da nove frecce mentre ammirava il proprio riflesso in una pozzanghera, che provò a scappare ma le corna le si impigliarono tra le piante e fu uccisa proprio da quel cacciatore l’aveva sedotta. Si mormora infine che vaghi tutt’ora nei boschi, quieta e silenziosa, osservando pellegrini e viaggiatori.

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Elisa Carini

Quella (un po’ femminista) che scrive e che nella vita non vorrebbe fare altro. Vive con un gatto nero nella bella Milano dove studia, sperpera soldi in libri usati e beve troppo caffè.

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