Il 18 Gennaio è stato distribuito nelle sale italiane L’ora più buia, film che vede Gary Oldman interpretare il primo ministro Winston Churchill alle prese con l’avanzata della Germania nazista.

Ero trepidante per l’uscita di questo film; l’ho aspettato fin dall’estate, avendo trovato in rete il trailer che mostrava un film esplosivo, dinamico, carico di tensione.
Purtroppo però, forse a causa delle mie aspettative troppo cresciute, sono rimasto in parte deluso.

DARKEST HOUR

L’interpretazione di Oldman non poteva essere migliore di così. La sua ironia si sposa perfettamente con il personaggio di Churchill, che è riuscito a caratterizzare alla perfezione grazie anche all’aiuto anche dal trucco, uno dei migliori mai visti in un film drammatico. Ho notato una grande fotografia, curata nei dettagli, giocata molto coi colori a supporto della narrazione.

Ci sono dei colpi di regia meravigliosi. La scena in metropolitana, la scena dei bombardamenti sul suolo che porta il volto di madre natura, la scena finale dei fazzoletti. Sono tutte dei piccoli capolavori che tolgono il fiato.
Joe Wright ha osato molto anche con le inquadrature, rendendole omogenee con la narrazione. Insomma, ho apprezzato tantissimo anche la regia.

A rovinare tutto, però, è stata l’assenza di un legante. Il film è formato da scene bellissime, ma separate tra loro. Non mi riferisco alla consecutio, e nemmeno alla narrazione. È mancata proprio l’impostazione da pellicola cinematografica.
Mi è sembrato piuttosto di guardare una ventina di cortometraggi incollati fra loro.

Per concludere, non mi sento di giudicare negativamente questo film. Sento che gli è mancato qualcosa, ma è stato fatto un mostruoso lavoro di recitazione e di regia che hanno collaborato tra loro magistralmente, creando delle scene di fortissimo impatto, senza rendere la storia stucchevole o tantomeno il personaggio di Churchill una macchietta.

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