Un ponte immerso nel bianco intitolato ad Erasmo, da Rotterdam
naturalmente e le navi (mercantili, per i commerci nel mondo!)

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Il ponte bianco nel bianco.

I musicisti ritratti sui muri, un po’ stile pop, le stampe a colori di bianco
e di nero, e il palco con sopra una scritta: “Dizzy’s” e i tavoli pieni di gente.

Rotterdam la si dipinge a mosaici, i colori tenui della nebbia e l’arancio dei bar, i palazzi moderni, ma anche qualcosa d’antico è rimasto.

Tutti sono sempre gentili, quando incroci lo sguardo d’estranei un sorriso compare,
ma le foto olandesi quelle sì che son assolutamente di pessimo gusto.

Mangiare al mercato coperto, zuppe di carne con carne, il sidro di mele e di pere, un’enoteca in cui provare il Genever, gli Stroopwafels (quelli non potevamo farli mancare) e le croquetes di carne e formaggio.

Un giorno diverso e tranquillo – Guarda che nebbia! – camminavamo sul ponte bianco nel bianco. Poi ti fermi, ti scatto una foto – Girati, di profilo, sorridi! – poi la mostra di fotografia.

Il cielo pian piano si apre – Guarda le case e i palazzi, guarda le navi – poi la stazione centraal. Un palazzo, nuovo, moderno, un portento!

Rotterdam, nome né fine, né dolce! Ma che evoca momenti importanti.
Non ancora lontani. Non ancora distanti.

rotterdam articolo 1
La tua giacca blu. 

Quel giorno – Che malinconia! – vestivi una giacca sportiva di un colore blu scuro e fumavi sulla banchina del porto – Nuovissima cosa!- ti ho ritratto in fotografia.

Un’istantanea che ha un chè di retrò, che sembra tornare un po’ indietro nel tempo,
non abbastanza per tornare nel 1850 ma magari per dare quel tocco di anni ’70.

Questo testo si ispira a livello formale all’Amica di nonna Speranza di Gozzano.

 

 

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