[Recensione spoiler free: le uniche cose di cui si parla succedono nella prima puntata]


TEOTFW è una serie strana. E guardarla è un’esperienza che mi sento di dover consigliare a chiunque.

All’inizio ti sembra una cosa, e poi è tutto il contrario: pensi di aver capito chi è il cattivo, chi è la vittima, come si snoderà la trama. E invece, dopo le prime puntate, ti tocca dire a te stesso: “Non avevi capito proprio niente”.

 

 

TEOTFW è una serie inglese in otto puntate, basata sull’omonima graphic novel di Charles Forsman.

James ha diciassette anni ed è abbastanza sicuro di essere uno psicopatico: non prova alcuna emozione e passa il tempo uccidendo animali. Ha deciso che vuole passare a qualcosa di più grosso: uccidere una persona. E la vittima perfetta gli si getta tra le braccia: Alyssa, coetanea senza peli sulla lingua, che decide che lei e James scapperanno insieme. Dove, lo scopriremo poi.

TEOTFW è molte cose.

È un po’ un moderno Hansel e Gretel: due ragazzini, abbandonati dai genitori, scoprono che non ci si può fidare di niente e nessuno.

È quasi un romanzo di formazione (il viaggio è elemento fondamentale), ma non ne ha tutte le caratteristiche: fai fatica a inquadrare subito i protagonisti, ed è come se tutto l’universo di personaggi che li circonda fosse negativo; non ci sono aiutanti e, anche quando ci sono, sono quasi più negativi dei cattivi stessi.

A un primo sguardo, poi, può sembrare esclusivamente una dark comedy di stampo british, l’ennesimo prodotto hipster di cui il mondo non ha bisogno. E, sebbene sia innegabile che l’elemento estetico sia fondamentale nelle ambientazioni, nei costumi, nei colori di questa serie, diventa chiaro subito che c’è molto di più: TEOTFW offre una serie ininterrotta di spunti di riflessione su un vasto numero di temi psicologici, e lo fa in modo pungente, dissacrante, a volte doloroso.

Racconta la fatica di trovare il proprio posto nel mondo, la delusione nei confronti di una categoria – gli adulti – che sembra essere più incapace a gestire la vita dei ragazzi stessi. L’incontro con la paura, la sofferenza, la crudeltà. Il sentirsi in dovere di indossare sempre maschera sopra maschera, soffocare chi sei fino a non riuscire più a trovarti. E il desiderio nascosto di tornare bambini, di avere qualcuno che si prenda cura di te, perché altrimenti uscire allo scoperto, cavartela da solo… è un po’ come la fine del mondo.

Quando ci viene presentato il personaggio di Alyssa, una delle prime cose che la vediamo pensare è questa:

E per, tipo, mezzo secondo mi sento libera, e felice.

Innocente, come un cane, o un alieno, o un bambino.

È un’innocenza trascendentale, quella di cui parla Alyssa, un modo di essere, più che la descrizione delle proprie azioni. È un’innocenza che, in un modo strano, accompagna i protagonisti di TEOTFW per tutta la serie, e che ha dei risvolti inaspettati, sorprendenti.

Per scoprirli, vi consiglio di occupare il prima possibile il vostro tempo con la visione di TEOTFW, per fare conoscenza con i suoi due giovani protagonisti, e (ultima ma non per importanza) con una colonna sonora a dir poco perfetta*.

[*che potete, comunque, trovare qui].

 

PS. Non ho potuto scrivere il titolo completo, perché Facebook lo ritiene volgare.

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