E un Rosso Anno Nuovo!

Buon anno lettori di Roa! La vostra redazione preferita vi fa di nuovo i più sinceri Auguri!
Sarò di nuovo io, il vostro cacciatore di fumetti, ad accompagnarvi in questo primo giorno dell’anno tra hangover e possibili iscrizioni in palestra, offrendovi una nuova e curiosa compagnia molto amica del vostro ospite a sorpresa natalizio: la Rivoluzione!

Oggi vi voglio parlare di un’opera di Stefano Casini ambientata nei mesi, nei giorni e nelle ore che hanno infiammato Cuba tra il 1957 e il 1959 e hanno portato Fidel Castro al potere. È in due volumi, si intitola “Hasta la Victoria” e fa parte della stessa collana di Mondadori Comics, “Historica”, di cui vi ho parlato per Un Rosso Natale. Questa storia abbraccia lo spirito ispiratore dell’intera collana, ancora di più delle opere precedenti perché catapulta noi lettori in un universo di storia e fiction inimmaginabile per chiunque non abbia vissuto quegli eventi.

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Seguiamo le vicende di Nero Maccanti, un marinaio italo corso che decide di fermarsi all’Havana dopo mesi di viaggio. La conoscenza sempre più approfondita del suo ospite, il dottor De Olivera, il legame tra quest’ultimo e la sua gente, insieme agli incredibili paesaggi della capitale incuriosiscono il marinaio e lo spingono a protrarre la sua permanenza sempre di più. Le sue vicende personali e amorose lo porteranno a scontrarsi con gli ideali e le pulsioni che animavano un’intera isola e che stavano lentamente logorando il regime di Batista.
Come sapete non mi piace entrare troppo nei dettagli delle trame delle opere che recensisco, bensì preferisco concentrarmi sul disegno di Casini, che ho trovato veramente di gusto e calzante alle atmosfere che io stesso ho trovato nell’isola e che potete trovare nel mio reportage.
Le tavole non sono mai sovraffollate e un preciso uso del colore mi ha veramente colpito. È facile accentuare i colori saturi e caldi dell’isola per creare l’effetto wow nello spettatore, ma dedicare tempo e studio a cercare di replicare quelle delicate sfumature pastello che caratterizzano gli scenari indelebili nelle menti di chi ha visitato quei luoghi, è uno dei punti più forti dell’intera opera.
Non si fanno apologie o agiografie, l’immersione della fiction nei fatti della storia è totale: dal rapimento di Fangio alla presa di Santa Clara i personaggi interagiscono tra di loro ma soprattutto con le figure storiche che sono state le vere protagoniste di quegli anni. Incontriamo Batista, Fidel Castro, Ernesto Guevara detto il Che, Camilo Cienfuegos e molti altri tenenti e soldati semplici che potrebbero tutti avere un nome e una storia se si andassero a spulciare gli archivi dell’Havana alla ricerca dei primi sostenitori del movimento 27 de Julio.

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Di fronte alla quasi infinità di storie che un ragionamento di questo tipo mi ha suscitato, mi sono posto una domanda: e se questo fosse qualcosa di più di una “semplice” graphic novel?
I miei studi al di fuori di queste pagine si occupano di Public History e i miei due neuroni non hanno potuto che collidere una volta imbattutomi in quest’opera. Queste pagine e questi disegni possono essere di più di una semplice avventura di fantasia, possono essere la prima tessera di una grande domino che, intrattenendoci, fa nascere in noi un interesse che va oltre la semplice curiosità. Mi piace pensare la mia materia come il tanto atteso ponte per portare un vero interesse per la storia nel grande pubblico, per creare una sete di sapere che vada oltre l’intrattenimento e diventi arricchimento culturale. Le tavole e le storie di Stefano Casini (che colgo l’occasione per ringraziare dal profondo del cuore per la risposta alle mie mail inquisitorie) sono un meraviglioso invito che, tenendoci attaccati ad un volume, può farci incuriosire su chi fosse quel generale, quel pilota di auto da corsa, quegli “Americani” che vengono menzionati o mille altri spunti che hanno una splendida ambivalenza di arricchimento puntuale della narrazione e di creativi spunti per un approfondimento personale.

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La nascita di una nuova opera è sempre un processo affascinante e nulla deve frapporsi tra il foglio e la matita, la penna o la tavoletta grafica di chi ha un impulso creativo, ma quando un lavoro è così intriso di storia il piacere non si ferma alla lettura, ma si alimenta di una tempesta di curiosità che coinvolge ciascuno in modo diverso.
Invitate questo nuovo ospite nella vostra casa in questo nuovo anno e la storia riuscirà a divertirvi, emozionarvi, incuriosirvi, affascinarvi e chissà che, come è successo al sottoscritto, non decidiate di farla diventare il centro dei vostri studi.

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PS: ho notato con piacere queste tematiche sono state apprezzate all’interno dei miei cicli di articoli, per cui vi anticipo che questo mese di gennaio vedrà, ogni giovedì, l’uscita di una recensione di una graphic novel, per parlare e ragionare di uno dei più grandi mali che affliggono il nostro pianeta: la guerra.

 

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

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