5 sì e 5 no per Gli Ultimi Jedi

5 contro 5

Gli Ultimi Jedi 

The last Jedi Roa Rivista Online d'Avanguardia

BIG SPOILER WARNING

5 ASPETTI CHE CI HANNO FATTO AMARE IL FILM

1. L’IMPATTO VISIVO
Chi ha visto questo film in IMAX o in 70mm non può non essere d’accordo con me quando dico che le battaglie, le navi, le location hanno una cura magistrale per i dettagli e riescono a mescolare con gusto il set fisico alla computer grafica. Lo scontro iniziale, poi, con le sue mille citazioni delle battaglie aeronavali della seconda guerra mondiale, mi ha lasciato senza fiato e incollato alla poltrona. Mi ha particolarmente stupito, inoltre, il suono delle spade laser di questo film: l’ho trovato più ricco, più reattivo ai movimenti e talvolta persino parte integrante del personaggio che brandiva una determinata arma.

2. ADELANTE MA CON JUDICIO 
La progressione della storia (tenendo sempre in conto che è il secondo capitolo di una trilogia) mi è parsa graduale e pensata in modo tale da dare spazio all’evoluzione non solo della trama generale ma di tutti i personaggi principali, incluso Kylo Ren. Tranne forse qualche scena un po’ lenta (soprattutto nella storyline di Finn e Rose) non mi sono mai annoiato e ho trovato tutti i momenti di tensione e ambiguità sull’incrociatore ribelle molto immersivi e rivelatori proprio di una situazione di stallo, in cui si è consapevoli dell’imminenza della propria fine.

3. CITAZIONI EDUCATE
L’unica citazione diretta all’Impero colpisce ancora è il setting di inizio film, cioè la scena in cui i ribelli devono evacuare la loro base braccati dall’Impero; per il resto ho trovato solo citazioni situazionali e mai invasive della trama. La mia citazione preferita, e a mio parere la più importante, è la mancanza immediata di spiegazioni su molti punti, che verranno svelati man mano. A tutti coloro che lamentano la mancanza di informazioni su Snoke o sulle origini di Kylo Ren, vorrei ricordare che nella trilogia originale sull’Imperatore o Darth Vader sapevamo veramente poco e sono stati i prequel a spiegare tutto. Non essendo questo l’ultimo capitolo della saga, ho apprezzato l’alone di mistero che viene lasciato in attesa dell’ultimo film.

4. UN FILM ANCHE PER LE NUOVE LEVE
Così come i prequel sono stati per me la mano che mi accompagnava nell’universo di Star Wars mentre crescevo, così questa nuova trilogia è pensata anche per una nuova generazione di fan, che possono identificarsi sia con gli eroi che con il cattivo e seguirli negli anni, evolvendosi con loro in un percorso di lotta del bene contro il male. Fortunatamente, la Disney si è ricordata anche di noi grandicelli ed è riuscita ad unire l’aspetto avventuroso e formativo con il dramma, la violenza, l’intrattenimento e le citazioni che ci fanno tornare a rivederlo tre volte.

5. È DIVERSO
Questo è uno Star Wars diverso dagli altri, e quello che per molti è stato un punto di debolezza, io lo considero un grande punto di forza. C’è una fortissima zona grigia in questo film, i ruoli sono in continua evoluzione e numerosi colpi di scena sono dati dal fatto che l’universo è andato avanti e molte cose sono cambiate. Affrontare questo film cercando il passato è un approccio fallimentare: le novità sono tante e possono certamente non piacere, ma criticarne la presenza vuol dire chiudersi alle infinite possibilità della nostra galassia lontana lontana preferita.

di Riccardo Lichene


5 ASPETTI CHE NON CI HANNO CONVINTO 



1. TROPPE GAG COMICHE
Certo, Star Wars ha sempre avuto la sua linea comica, ma in questo capitolo si è davvero esagerato. Generalmente il ruolo di spezzare la serietà di una storia viene affidato ad un solo comic relief. In questo ottavo episodio si è invece voluto, e spesso forzatamente, dare siparietti comici a più o meno qualsiasi personaggio. Dove sta il problema? Anzitutto, il troppo stroppia; in seconda battuta, se le gag comiche sono affidate a un solo personaggio si riesce a dare una migliore struttura alla linea comica, coerente con la caratterizzazione del personaggio, mentre, se si vuole far ridere con tutti i personaggi, è necessario trovare un minimo comune denominatore. Ciò comporta troppe battute e poco brillanti.

2. LUKE SKYWALKER
Il carico da 90 peggio gestito della storia del cinema. Tra ciò che rappresenta per la storia di Star Wars, per l’affetto dei fan, per il cliffhanger dell’episodio precedente, il maestro jedi era il personaggio da non sbagliare. Invece, in fase di scrittura, gli è stata cucita addosso un’involuzione che (senza il bisogno di essere Mark Hamill in persona per capirlo) è inconcepibile per uno che è stato addestrato da Kenobi e Yoda e ha redento Darth Vader. Senza sfociare in chilometriche disquisizioni da nerd: ma quanta paura può fare un ragazzino come Ben Solo ad un maestro con quel background? Pretesti per buttare tra le braccia del lato oscuro il complesso Kylo se ne potevano trovare di migliori. No comment assoluto sulle scenette di spade laser buttate alla spalle o polvere scrollata via dalle stesse. Per semi-citare un grande maestro della regia come Renè Ferretti: “Luke Skywalker non è la linea comica”.

3. SNOKE
Certo che due linee di storia precedente e un minimo di caratterizzazione in più potevano darcele, prima di farlo morire come un deficiente. Alla faccia del Leader Supremo, del maestro. Abbiamo tre ipotesi: o Snoke è una sòla e, dopo aver tanto cazziato e umiliato Kylo Ren, manco si accorge (quando gli sa leggere nella mente ed è uno che con la Forza sembra potente) che l’apprendista lo sta tagliando in due; o è tutto un piano malvagio che scopriremo tra due anni, affinché il giovane Solo si costruisca come vero villain, senza essere ulteriormente tentato dal lato chiaro; oppure abbiamo un problema, perché un personaggio bidimensionale è un male per ogni film, figurati per uno il cui pubblico in gran parte è costituito da uomini-fumetto dei Simpsons che si nutrono di dettagli, teorie, storie alternative e via dicendo.

4. NON SI RESPIRA STAR WARS
Un film di intrattenimento da 10, questo è innegabile, ma manca quell’atmosfera tipica da saga fantasy. Episodio VIII è un film di intrattenimento puro, non un film di Star Wars. Adesso, con Luke morto, con la cultura e la tradizione dei jedi letteralmente andate a fuoco, con l’arrivo arrembante di nuovi protagonisti, distaccati totalmente dal passato, Star Wars, nella sua totalità che cos’è? Che cosa racconta? Qual è il suo senso ultimo? Il rischio che si arrivi ad una morale Disney di “tutti sono speciali” che soppianti i concetti di forza e lato chiaro e scuro è dietro l’angolo. Il risveglio della Forza fu ampiamente criticato per essere troppo simile ad Una nuova speranza, e Gli ultimi Jedi vorrebbe essere una reazione, portando qualcosa di nuovo. Ma fallisce miseramente, poiché l’episodio VII, sebbene citazionista (e nemmeno così fastidioso) portava già in sé molte nuove idee che l’episodio VIII affloscia con la sua mancanza di carisma e connessione con il resto della saga. Su Ben e Rey c’è molto da approfondire, i punti di partenza sono ottimi, è un peccato che i personaggi attorno siano deboli e si stia riciclando ancora la storia dei ribelli contro l’Impero (che era stato sconfitto, quindi lo chiamiamo Primo Ordine). Non c’era nemmeno il bisogno di impegnarsi troppo, bastava prendere tre idee dall’universo espanso, a fare da corollario a quella buona che hanno trovato: i grey jedi; su Ben si fiuta lontano un miglio il suo sviluppo in quella direzione, per Rey la facciamo avere a che fare con il lato oscuro, ma poco e che non si capisca bene, che l’eroe puramente positivo è fondamentale.

5. ABUSO DI DEUS EX MACHINA
La cavalleria o l’eroe che arriva all’ultimo secondo a salvare i buoni in difficoltà sono un cliché narrativo. Nessuno se ne lamenta. Ma non bisogna abusarne; fondamentalmente ogni situazione di pericolo è stata risolta grazie al pronto intervento calato dall’alto di qualcuno che non ci si aspettava. Oltre all’infastidire lo spettatore, che vede risolte tutte le situazioni complicate in questa maniera, toglie possibilità ai personaggi di mettere in luce loro qualità o risvolti, che così rimangono nascosti, inesplorati.

di Andrea Predieri

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