Un rosso Natale

Buon Natale, cari lettori di ROA!

Tutta la redazione e il vostro cacciatore di fumetti vogliono augurarvi che queste feste siano un piacevole momento di condivisione e di riunione con le vostre famiglie. Se, però, il giorno di Natale state leggendo queste righe vuol dire che anche oggi volete un pizzico di avanguardia nella vostra giornata. Vi propongo quindi un insolito ospite a tavola: il Comunismo.

Prima di scatenare la vostra furia nei commenti vi chiedo la pazienza di queste poche righe di introduzione che spiegheranno la storia e i perché di questa scelta. Girovagando tra gli stand del padiglione del Giglio al Lucca Comics, mi sono imbattuto in una curiosa collana di Mondadori Comics: Historica. Navigando tra i titoli, ho appreso che essa raccoglie autobiografie, narrazioni e analisi storiche a fumetti, e potrete capire il mio stupore nel trovare qualcosa che potesse mettere insieme due delle mie più grandi passioni: le graphic novel e la storia.
Per assaggiare lo spirito di questa collana ho deciso di prendere il piccolo volume che vedete in copertina, ovvero una breve storia sulla vita e la conquista del potere di Vladimir Il’ic Ul’janov, detto Lenin.

Un rosso Natale Roa Rivista Online d'Avanguardia

Niente apologie, niente analisi e soprattutto niente papers accademici a fumetti ma piuttosto una sensazione, un’immersione in un tempo lontano, in un’atmosfera e in un mondo a noi solo narrato da altri e mai vissuto. Questo fumetto non mi ha messo nei panni di Lenin, non mi ha fatto tifare per lui e non mi ha convertito al bolscevismo ma mi ha riportato in quegli anni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in cui i vecchi imperi vacillavano e le nuove ideologie prendevano forma; mi ha riportato in un tempo di cambio della guardia, di movimento popolare, di speranze concretizzate e deluse perché, come sempre nella nostra storia, morto un dittatore se ne fa un altro.

E infatti, la nostra cena di natale con il compagno rosso non finisce qui perché la collana ospita un altro volume che narra gli eventi che hanno ispirato il film in uscita prossimamente “Morto Stalin se ne fa un altro”. Scritto da due autori francesi, Nury e Robin, e in puro stile grafico francese, “La Morte di Stalin” è un’altra incredibile macchina del tempo.

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Le vicende che hanno seguito le ore e i giorni immediatamente successivi alla morte di Stalin sono note alla storia tradizionale dal crollo del muro e infinite pagine sono state scritte sui momenti decisivi che hanno segnato l’ascesa di Nikita Chruščëv. Quello che ho trovato in questo fumetto, tra le svariate ma sempre educate concessioni drammatiche degli autori, è un ritratto a volte satirico, a volte violento ma spesso documentario, degli uomini che hanno plasmato quei giorni e il futuro del mondo. Pressioni politiche e personali, spionaggio dei propri fratelli, giochi di potere e manovre politiche da cui dipendeva il destino di milioni di persone: questi sono solo alcuni passaggi dell’opera.

Ma fu il terrore il vero protagonista dell’intera storia dello stalinismo e del suo smantellamento: purghe e contropurghe attanagliarono costantemente il cuore di chiunque fosse coinvolto in quella grande partita a scacchi preparata per anni e nascosta sotto il tappeto, in attesa della dipartita del “piccolo padre” dei popoli.

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Le facciate sono ben dipinte ma gli edifici nascondono carnefici senza scrupoli disposti a tutto per il potere. Chruščëv, Berija, Molotov, Bulganin e Kaganovič sono solo alcuni dei nomi che formano e disfano alleanze in quei giorni forsennati ma capitali per la sopravvivenza di ognuno e dell’intera URSS. “La morte di Stalin” è un’immersione nella disumanità del totalitarismo, un esempio che tutti dobbiamo conoscere e ricordare perché non venga mai ripetuto. Anche se l’attualità fa presagire tutt’altro.
In attesa della scoperta dei viaggi nel tempo, i disegni, le parole e la nostra immaginazione sono gli strumenti migliori che abbiamo per comprendere una realtà distante da noi ma che ha plasmato il mondo di oggi, che ci piaccia o no.

Invitate questo curioso ospite alla vostra tavola e non farete brutta figura con i parenti, perché standolo a sentire scoprirete che la sua compagnia è molto più istruttiva del solito CD natalizio di Bublé.

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Riccardo Lichene

Quello che viaggia, lo storico e il fumettologo. Suono nel tempo libero, scrivo in quello che resta e quando non bastano le parole sfodero la macchina fotografica. Residenza attuale: via labirinti mentali.

2 risposte a "Un rosso Natale"

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